Circoscrizioni, la maggioranza boccia il referendum

In Commissione l’assessore De Franco lancia la controproposta e delinea il percorso che porterà ad istituire, entro gennaio 2022, le "consulte territoriali"

REGGIO EMILIA – “Non servono costosi referendum comunali per ‘convincere’ la maggioranza e la giunta a realizzare quello che ha già deciso di fare da tempo, che è contenuto in programmi che i cittadini reggiani hanno premiato con la maggioranza del consenso elettorale nel 2019 e che in questi giorni è stato ‘messo a terra’ in maniera puntuale dall’assessore De Franco”.

Così i capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale Gianluca Cantergiani (Pd), Paolo Burani (ImmaginaRE), Giacomo Benassi (+Europa) e Palmina Perri (Reggio è) replicano alla proposta appoggiata anche dai loro colleghi Dario De Lucia (Misto) e Fabrizio Aguzzoli (M5s) di resuscitare le otto circoscrizioni cittadine abolite per legge nel 2010 tramite l’indizione di un referendum popolare propositivo comunale. La risposta della maggioranza arriva dopo la seduta della commissione “Statuto, Regolamenti e Istituti di Partecipazione popolare” in cui l’assessore delegato alla Partecipazione e ai Quartieri Lanfranco De Franco ha delineato il percorso che porterà ad istituire, entro gennaio 2022, dei nuovi luoghi di partecipazione decentrata attivi nei quartieri della città provvisoriamente chiamati “consulte territoriali”.

Il dibattito su come costituire questi organismi, ha spiegato l’assessore, avverrà sia dentro la Commissione consiliare e il Consiglio comunale (che hanno competenza diretta sul tema e che approveranno uno specifico regolamento) che con momenti dedicati al confronto aperto con la cittadinanza, le forze associative e sociali, in modalità online e con incontri dal vivo a partire dal mese di settembre.

“Siamo soddisfatti di quanto sentito ieri in Commissione consiliare, perché c’è in campo un percorso operativo concreto che permetterà alla città di arrivare in tempi ragionevoli ad avere nuovi organismi di partecipazione territoriale”, commentano i capigruppo, ricordando che “prima nel programma elettorale e poi nelle linee di mandato approvate dal Consiglio comunale, abbiamo preso l’impegno a istituire questi organismi decentrati, composti da persone che rappresentino i cittadini dei quartieri e le realtà associative che a vario titolo sono attive sul territorio”. Aggiungono i consiglieri: “Siamo convinti dell’assoluta necessità di andare in quella direzione per ricostruire luoghi di discussione che possano fare da tramite tra Comune, quartieri e frazioni per condividere criticità, proposte, richieste e soluzioni con l’amministrazione”. Infatti “per rafforzare questo indirizzo abbiamo depositato una mozione a nostra firma che verrà discussa nelle prossime settimane in Consiglio comunale e darà modo di orientare il dibattito e rafforzare l’impegno della Giunta in questo senso”.

Insomma, viene ribadito, “si apre un percorso di dialogo con tutta la città su come impostare insieme questi organismi e ci auguriamo che chi ha a cuore la partecipazione voglia prendervi parte, evitando strade parallele utili solo a posizionamenti politici”. Tra i nodi da sciogliere ci sono in primis i temi delle competenze e delle modalità di selezione dei membri componenti in rappresentanza dei quartieri, su cui il Comune lavorerà sull’esempio di altre 17 città simili a Reggio in cui queste esperienze sono avviate. Ragionando però in ottica complementare con il progetto “Qua -Quartiere Bene Comune” e lo strumento del “Regolamento dei Laboratori di cittadinanza”, che “vogliamo assolutamente portare avanti e rafforzare come esperienza di partecipazione e collaborazione”, spiegano dalla maggioranza. In questi anni tali strumenti hanno infatti permesso “di coinvolgere migliaia di cittadini reggiani in progetti concreti per il benessere dei cittadini e dei quartieri”, evidenziano i consiglieri, e ricevuto dei riconoscimenti di livello europeo come esperienze innovative della pubblica amministrazione. (FONTE DIRE)