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Anziani, sos Spi Cgil: “Rete servizi va ripensata”

L'Asp è in rosso e il sindacato pensionati chiede un confronto sulle prospettive

REGGIO EMILIA – “Ormai appare chiaro che l’intera rete del welfare per i soggetti fragili va ripensata in una logica di programmazione di lungo periodo, per non farsi trovare impreparati quando finirà l’emergenza”. Lo afferma Matteo Alberini, segretario Spi-Cgil di Reggio Emilia, che interviene sulla situazione dell’Asp “Città delle persone”, azienda partecipata al 96% dal Comune di Reggio e tra i principali erogatori di servizi assistenziali per anziani e disabili ed educativi per minori.

Come emerso da una recente commissione consiliare, a causa della pandemia che ne ha drasticamente ridotto l’attività, l’azienda ha infatti chiuso l’esercizio 2020 in perdita per oltre 700.000 euro. Inoltre, come spiegato dalla presidente Mariella Martini, si è vista proporre un nuovo contratto di servizio con un taglio rilevante dei posti letto disponibili e la chiusura del centro diurno per le demenze.

Sulle future azioni dell’Asp, che chiede in primo luogo una revisione delle tariffe dell’accreditamento troppo basse rispetto a quelle praticate nel privato, il sindacato dei pensionati rivendica quindi un “confronto di merito preventivo con i soggetti portatori di interesse nella materia”, incluse le parti sociali. Alberini, tra l’altro, sottolinea che nel distretto socio sanitario di Reggio risultano accantonati oltre 2 milioni del fondo regionale per la non autosufficienza, non spesi nelle annualità di competenza.

“La nostra intenzione, subito dopo il periodo feriale – chiude quindi il segretario – è di sollecitare Asp, Comune e quant’altri interessati, ad aprire un percorso di confronto congiunto sulle prospettive della più importante struttura per anziani e disabili della provincia”.