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“Vai dallo zio”, ecco come è stata uccisa Saman

Secondo gli inquirenti la 18enne pakistana venne consegnata dal padre e dalla madre allo zio. C'è un video in cui genitori la accompagnano verso la morte. Il delitto sarebbe stato confermato dal fratello

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NOVELLARA (Reggio Emilia) – E’ il fratello di Saman il supertestimone che ha confermato agli inquirenti che la sorella è stata uccisa perché rifiutava il matrimonio combinato. Secondo il sedicenne la giovane è stata consegnata allo zio dai genitori perché la uccidesse. Lo riporta oggi Il Corriere della Sera on line.

E’ la sera del 30 aprile e Saman, nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza che sono in mano agli inquirenti, esce dalla sua casa di Via Cristoforo Colombo, dove abitava con la famiglia, con il padre Shabbar, 46 anni e la madre Nazia Shaeen, 47. Percorre un viottolo sterrato e, a un certo punto, i genitori le indicano di andare dallo zio.

Lui, Danish Hasnain, 33 anni, l’aspetta alla fine della stradina. Secondo il sostituto procuratore Laura Galli, che coordina l’inchiesta, l’avrebbe uccisa, sotterrandola nella buca che era già stata preparata il giorno precedente da lui stesso e dai due cugini di Saman. Oppure potrebbe averla anche gettata in una porcilaia o in un pozzo. I genitori, poco dopo, sempre secondo quanto immortalato dalle immagini del sistema di videosorveglianza, tornano da soli. Saman, a quel punto, è probabilmente già morta, sepolta insieme al suo sogno di vivere in Italia e diventare italiana.

Nei giorni precedenti ci sarebbe stata anche una lite fra Saman e i genitori perché la ragazza non voleva sposare suo cugino in Pakistan e il padre e la madre temevano che potesse fuggire, come aveva fatto nell’estate del 2020 quando era andata in Belgio. Lo zio Danish è difeso dall’avvocato Lalla Gherpelli. Sarebbe lui, secondo gli inquirenti, l’esecutore materiale del delitto commesso in concorso materiale e morale con i due genitori, Nazia e Shabbar Abbas.

Gli altri tre indagati sono i cugini che hanno scavato la buca insieme allo zio e, come vedremo più sotto, il fratello della ragazza, ma per un altra vicenda che risale all’ottobre scorso.

Il supertestimone, come si è detto, è il fratello di Saman. Sarebbe stato lui ad aprire la porta ai carabinieri quando, il 5 maggio scorso, avevano bussato alla porta dopo che Saman era sparita dal centro protetto di Bologna dove era stata portata dopo che si era rivolta ai servizi sociali, denunciando il fatto che i genitori volevano costringerla a sposarsi.

I genitori, il primo maggio, erano volati in Pakistan e il ragazzino aveva detto loro che a casa non c’era più nessuno. Erano spariti anche lo zio e i due cugini, uno dei quali, il 28enne Ikram Ijaz è stato fermato nei giorni scorsi in Francia mentre stava cercando di raggiungere la Spagna. Il fratello di Saman, a quanto si apprende, è indagato anche per violenza privata in un altro procedimento penale che risale ad ottobre e che è pendente davanti al tribunale dei Minori relativamente al primo allontanamento di Saman da casa.

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