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Soffre il commercio al dettaglio: vendite a -6,5% nel primo trimestre

A fronte di un +6,2% registrato dalle vendite in ipermercati, supermercati e grandi magazzini

REGGIO EMILIA – Resta in sofferenza il commercio al dettaglio reggiano e, in particolare, quello rappresentato dagli esercizi di minore dimensione. Nonostante il buon andamento della grande distribuzione organizzata, infatti, il saldo delle vendite relative al primo trimestre 2021 registra una flessione dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Ad invertire la tendenza alla diminuzione (che lo scorso anno si era espressa con un calo complessivo del commercio al dettaglio pari al 5,3% nonostante la “ripresina” del periodo ottobre-dicembre, con un +0,3%) non è dunque bastato il +6,2% registrato dalle vendite in ipermercati, supermercati e grandi magazzini.

Lo rileva l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui risultati dell’indagine congiunturale che il sistema camerale realizza trimestralmente, rilevando una serie di indicatori economici (vendite, giacenze di magazzino), nonché alcune previsioni per i mesi successivi (ordinativi a fornitori, vendite).

Insieme all’aumento dei valori per la GDO, l’indagine evidenzia la sensibile flessione delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari, ridotte del 6,5%, e il calo di quelle riferite a prodotti non alimentari, scese del 2,8% rispetto all’analogo periodo del 2020. Un saldo negativo, dunque, tutto a carico degli esercizi di minori dimensioni.

Proprio nel commercio al dettaglio di prodotti non alimentari, peraltro, gli operatori rilevano maggiori scorte di prodotti invenduti: le giacenze di magazzino, infatti, sono risultate in esubero per il 40% degli operatori del dettaglio tradizionale di prodotti non alimentari, mentre per tutti gli operatori GDO le giacenze di prodotti alla fine del primo trimestre 2021 sono risultate adeguate, dato che indirettamente conferma la buona intonazione delle vendite per questa tipologia di esercizi.

Guardando alle prospettive, il 60% degli operatori del commercio reggiani prevede un andamento stazionario per le vendite nei mesi successivi al primo trimestre. La quota di esercenti che pensa alla stazionarietà si alza al 68% per gli esercizi di dettaglio alimentare, mentre il 22% ipotizza un ulteriore calo e solo il 10% prevede un incremento.

Nonostante la sofferenza scontata soprattutto dai piccoli esercenti durante la pandemia, il numero degli operatori attivi nella nostra provincia continua però a tenere. A fine marzo 2021, si contavano infatti 10.527 imprese registrate nell’area del commercio (il 19,5% sul totale delle imprese reggiane), con un lievissimo incremento (+0,4%) rispetto al primo trimestre 2020.