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Saman, il Gip: “Uccisa per gelosia e volontà di controllo”

Oltre alla premeditazione c'è anche l'aggravante dei "futili motivi" che la Procura contesta ai 5 parenti indagati per il presunto omicidio della giovane scomparsa

REGGIO EMILIA – Oltre alla premeditazione è anche l’aggravante dei “futili motivi” che la Procura di Reggio Emilia contesta a 5 parenti di Saman Abbas, indagati per il presunto omicidio della giovane scomparsa da Novellara dopo il rifiuto di sposare in Pakistan un cugino. Per il Gip Luca Ramponi, infatti, la 18enne sarebbe stata uccisa per “gelosia” e “volontà di controllo” che, secondo una sentenza della Corte di Cassazione, integrano appunto la fattispecie giuridica dei futili motivi.

Cio’ avviene, si spiega nell’ordinanza di misure cautelari emessa dal tribunale di Reggio, anche nei casi in cui gelosia e controllo sono “espressione di spirito punitivo innescato da reazioni emotive aberranti a comportamenti della vittima percepiti dall’agente come atti di insubordinazione”. Quella di Saman Abbas “sarebbe stata una storia già sufficientemente brutta se ci trovassimo di fronte anche alle sole nozze combinate, tradizione esecrabile che va contro la nostra cultura e identità di Paese moderno che difende la libertà della persona”, commenta intanto la deputata di Coraggio Italia e sindaco di Tredozio (Forlì-Cesena) Simona Vietina.

“Il drammatico epilogo mi riempie di dolore e indignazione e credo che costringa tutti a interrogarci profondamente sul significato della parola integrazione e su quanta strada ci sia ancora da fare in questo senso, al di là dei proclami”, aggiunge la parlamentare.