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Saman, il cugino dalla Francia: “Sono innocente”

Ikram Ijaz, ritenuto responsabile, in concorso, dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della cugina, sarà estradato entro dieci giorni

REGGIO EMILIA – “Il mio cliente desidera tornare in Italia per spiegarsi di fronte alla giustizia di questo Paese, perché ritiene di non avere assolutamente nulla a che vedere con questo caso. Si proclama innocente”. Lo spiega Julie-Gaëlle Bruyère, il legale d’ufficio di Ikram Ijaz, il cugino di Saman bloccato il 21 maggio scorso su un Flexibus partito da Parigi e diretto a Barcellona, mentre cercava (con documenti non in regola) di raggiungere la Spagna, parlando al quotidiano francese on line ObjectifGard dopo l’udienza davanti alla Corte d’appello di Nimes in Francia.

Aggiunge l’avvocato: “E’ venuto in Francia qualche settimana fa per trovare un lavoro migliore, una vita migliore e qui ha saputo della morte di un membro della sua famiglia, ma dice di non essere coinvolto in questo omicidio”. La camera investigativa di Nîmes, presieduta da Christophe Teissier, si è riunita ieri mattina e ha accolto la richiesta di consegna di Ijaz all’Autorità giudiziaria italiana. Il 29enne pakistano sarà trasferito entro 10 giorni.

Ikram Ijaz
Ikram Ijaz

Ikram Ijaz era stato fermato nei giorni scorsi a Nimes con i documenti non in regola, su un autobus diretto in Spagna. Mentre attendeva il rimpatrio, nel centro di detenzione amministrativa di Nîmes, le autorità francesi, il 29 maggio, hanno scoperto che, sul suo capo, pendeva un mandato di cattura europeo emesso dall’Italia per un caso di omicidio. Ijaz, infatti, è ritenuto responsabile, in concorso, dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere di Saman Abbas. E’ lui, secondo gli inquirenti, l’uomo immortalato dal video delle telecamere di sorveglianza, mentre, il 29 aprile scorso, insieme a un altro cugino e allo zio di Saman, Danish Hasnain, avrebbe scavato la buca che sarebbe poi servita a seppellire la 18enne pakistana.