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Saman, ieri il primo giorno di ricerche con il georadar

Sul posto anche il pm, Laura Galli. Il cugino indagato è arrivato ieri sera in carcere a Reggio

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NOVELLARA (Reggio Emilia) – A Novellara ieri è stata un’altra giornata di ricerche tra le serre del corpo di Saman Abbas, che gli inquirenti ritengono sia stata seppellita nella zona. Per la prima volta è stato impiegato un elettromagnetometro (georadar) che dovrebbe permettere di superare le difficoltà nelle indagini causate dalla composizione chimica dei terreni, ostacolo al fiuto dei cani molecolari. Ai rilevamenti era presente il sostituto procuratore Laura Galli.

E’ arrivato invece ieri sera nel carcere di Reggio Ikram Ijaz, uno dei cugini della 18enne indagato per l’omicidio e l’occultamento del cadavere della giovane pakistana, arrestato nei giorni scorsi a Nimes e consegnato all’Italia. I carabinieri reggiani lo hanno preso in custodia poco dopo le 12 alla frontiera di Ventimiglia, per il trasferimento nel penitenziario di via Settembrini, a disposizione della Procura della città del Tricolore.

La politica locale e nazionale intanto segue gli sviluppi passo a passo. Roberta Rigon, responsabile del dipartimento Pari opportunità e Famiglia di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna ha scritto una lettera come se potesse leggerla di persona: “Quando hai denunciato, sì, tu dovevi essere messa al sicuro e subito anche, ma un minuto dopo si doveva intervenire nella tua famiglia, con i tuoi genitori. Non si doveva dare loro il tempo di ingannarti, si doveva insegnare loro che in Italia non vige la Sharia”, scrive Rigon. Che poi, diciamocelo, lo sanno anche i tuoi genitori altrimenti non sarebbero scappati e non si sarebbero inventati le balle che stiamo sentendo. Alla faccia dell’autodeterminazione di cui tutti si riempiono la bocca in queste settimane”.

Non si può, conclude la lettera di Rigon, “morire così. Non in una terra che si crede maestra di integrazione e progresso”. Benedetta Fiorini, deputata leghista di Reggio ammonisce: “Mai più martiri come Saman”. Servono, aggiunge, “azioni più efficaci da parte delle istituzioni, meno silenzi, meno buonismo e meno ipocrisia da parte di quella sinistra che ha sempre fatto finta che il problema non esistesse. Chi viene in Italia deve rispettare le nostre regole e le nostre leggi”.

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