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Morti sul lavoro, oggi il presidio e l’incontro dei sindacati con il prefetto foto

Anche a Reggio Emilia, come in tutta Italia, Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati oggi sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

REGGIO EMILIA – Anche a Reggio Emilia, come in tutta Italia, Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati oggi sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Una campagna dal titolo “Fermiamo la strage sui luoghi di lavoro”, iniziata lo scorso 12 maggio e proseguita con un ciclo di assemblee di lavoratori e lavoratrici che ha fatto tappa oggi davanti la prefettura, dove sindacati e lavoratori sono riuniti in presidio e una delegazione composta da Mirco Pellati, Domenico Chiatto e Giuseppe Belloni, rispettivamente per Cgil Cisl Uil provinciali, è stata ricevuta dal prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli.

Un incontro voluto per informare il Prefetto della necessità di riportare in evidenza il tema della salute e sicurezza sul lavoro, anche alla luce dei gravi infortuni mortali avvenuti in queste ultime settimane nel nostro Paese e dell’iniziativa intrapresa da Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale.

Muovendoci a ritroso dai preoccupanti dati del primo trimestre 2021, con un incremento di infortuni mortali del 11% nel nostro Paese, fino al dato che sottolinea come tra il 2019 e il 2020 nella nostra Regione e nella nostra Provincia gli infortuni mortali non sono diminuiti, nonostante un calo degli occupati di 43.000 unità in Emilia Romagna e 9.000 unità a Reggio Emilia.

La ripartenza delle attività produttive ha riportato il tema della salute e sicurezza in primo piano, tema che Cgil, Cisl e Uil hanno approfondito in una piattaforma per un Patto per la Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro, presentata oggi al Prefetto.

“L’Italia è tra i pochissimi paesi dell’Unione europea privi di una strategia nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro – sottolineano Cgil Reggio Emilia, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena-Reggio – È fondamentale che le istituzioni agiscano in stretta collaborazione con i corpi intermedi, a partire dal sindacato confederale, valorizzando i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali (rls e rlst) e gli organismi paritetici. Da questo punto di vista riteniamo che l’esperienza dei protocolli e comitati Covid-19 avviata nelle aziende e nei territori possa rivelarsi preziosa per un nuovo piano di prevenzione degli infortuni e tutela della salute”.

Consapevoli che la questione della sicurezza sul lavoro non si affronta solo con la vigilanza, ma anche con la formazione e una cultura diffusa sul tema, la richiesta dei sindacati è quella di un lavoro congiunto tra Istituzioni ed Enti preposti. L’Ispettorato del lavoro, per esempio, deve agire in coordinamento stretto con lo Spsal (Servizio prevenzione dell’Ausl di Reggio Emilia), Inail e tutte le istituzioni preposte per condizionare la concessione dei finanziamenti ai requisiti di legalità ed alla applicazione dei contratti collettivi di lavoro, inserendo anche una patente a punti per le imprese.

“Sappiamo che la regolarità contrattuale fornisce qualche garanzia in più al lavoratore sul rispetto delle norme per la salute. Al contrario la vulnerabilità economica e la debolezza contrattuale sono fattori che più influiscono sul rischio di infortunarsi o ammalarsi e che – concludono Cgil Reggio Emilia , Cisl Emilia Centrale e Uil Modena-Reggio – riguardano soprattutto i lavoratori precari, gli stranieri e le donne”.