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Lavoro, le assunzioni tornano ai livelli pre Covid

La Camera di commercio: i nuovi contratti sono in calo solo nel turismo

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REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia le previsioni della Camera di commercio sull’occupazione confermano l’attuale situazione in cui bar e ristoranti faticano a trovare cuochi e camerieri. L’ente camerale stima infatti per il mese di giugno 5060 nuove assunzioni -1.120 in più rispetto a quelle del giugno 2019, con un aumento del 28%- che riportano il dato ai livelli pre covid. L’unico settore in sofferenza resterà però quello dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici, che prevede livelli occupazionali ancora al di sotto di quelli ante pandemia (il 17% in meno rispetto a giugno 2019), nonostante le 640 nuove assunzioni in più del mese corrente.

Considerando il trimestre da giugno ad agosto, inoltre, la Camera di commercio calcola in totale 12.090 nuovi contratti da parte delle imprese, soprattutto del comparto industriale. Nel 42% dei casi, tuttavia, gli assunti saranno a tempo determinato, per il 21% a tempo indeterminato, mentre altre tipologie di assunzione (apprendistato, somministrazione, cococo, altro) riguarderanno il 37% dei nuovi lavoratori. Le opportunità di stabilizzazione lavorativa si presenteranno soprattutto per i settori dell’industria manifatturiera (41% di contratti a tempo indeterminato), delle costruzioni (38%) e dei servizi alle imprese (28%). Nel turismo invece la forte stagionalità che connota il settore, associata al permanere di incertezze legate alla pandemia, ridurrà al 6% i contratti a tempo indeterminato.

Tra le figure più ricercate dalle imprese reggiane spiccano quelle degli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (40% dei lavoratori previsti in entrata), seguiti da impiegati e professioni commerciali e nei servizi (26%). Tra i giovani con meno di 30 anni (che assorbono il 31% delle nuove assunzioni) sono appunto molto richiesti cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici. Infine, il diploma di scuola media superiore sarà il titolo di studio più ricercato al momento dell’assunzione: l’istruzione secondaria sarà un requisito richiesto nel 33% dei casi, mentre per il 13% delle nuove candidature sarà necessaria la laurea.

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