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La Serracchiani: “Bisogna difendere le donne oppresse come Saman”

Oltre alla presidente del gruppo Pd alla Camera intervengono sulla vicenda anche Maria Edera Spadoni, vice presidente pentastellata a Montecitorio e l'assessore Annalisa Rabitti

REGGIO EMILIA – “Lo scenario agghiacciante che si sta delineando attorno alla scomparsa di Saman Abbas è un fortissimo richiamo all’impegno della politica e della società civile, e la difesa delle donne come lei, oppresse e perseguitate talvolta fino alla morte, dev’essere un tema cruciale. E’ intollerabile che nel nostro Paese, nella patria dei diritti, esistano zone d’ombra in cui si applicano ‘leggi’ tradizionali parallele e sanguinarie. Dev’essere chiaro per tutti che le donne non si toccano, non si obbligano a matrimoni combinati, non si mutilano, non si picchiano per come si vestono, non si ammazzano perché vogliono decidere chi amare: queste donne vanno aiutate. Ancora una volta l’informazione e la prevenzione hanno un ruolo fondamentale per cambiare atteggiamenti pseudoculturali che non hanno posto nella nostra società”.

Lo afferma la presidente del gruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani, a proposito del caso di Saman Abbas, la 18enne d’origine pachistana scomparsa da un mese da Novellara, nella Bassa Reggiana.

Annalisa Rabitti, assessore del Comune di Reggio Emilia alle Pari opportunità, commenta: “Le istituzioni devono continuare a lavorare, farsi domande, non abbassare la guardia e fare scelte concrete per promuovere la cultura del rispetto e delle pari opportunità. Non correndo a improvvisare soluzioni immediate, sulla scia delle emozioni, ma procedendo attraverso un lavoro di rete concertato, curato, accompagnato da sguardi esperti e competenti, che permettano di esplorare e approfondire le dinamiche sottostanti il fenomeno. Una rete che coinvolga tutti i soggetti del sistema educante, dai servizi sociali alle scuole di ogni ordine e grado, dal lavoro con le comunità alle forze dell’ordine”.

Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera del M5S, aggiunge: “Sono decisamente a favore dell’integrazione, del dialogo culturale e del rispetto delle tradizioni altrui, tuttavia non è assolutamente ammissibile che la legislazione italiana venga scavalcata tramutandosi in reato e conseguentemente in violenza sulle donne. Non possiamo più permetterci che la condizione femminile venga puntualmente lesa e denigrata. Nessuna cultura o religione può e deve giustificare un reato. Ricordo che il reato di matrimonio forzato è stato introdotto con il Codice Rosso, una legge fortemente voluta e approvata dal MoVimento 5 Stelle”.