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La Rubertelli: “Torri a Studio Alpha? Chiarire se è compatibile”

L'ad di Stu Reggiane potrebbe diventare presidente della società controllata da Iren

REGGIO EMILIA – Da un lato Luca Torri ha in mano la gestione, come amministratore delegato della Stu, della riqualificazione urbana non solo dei capannoni delle ex Reggiane ma anche (con una recente modifica allo statuto della società) di tutti i comparti della città. Dall’altro potrebbe assumere la presidenza di Studio Alpha, struttura di servizi, laboratori e consulenze tecnico-scientifiche che opera a Reggio dagli anni Ottanta ed è interamente controllata dal gruppo Iren, con oltre 150 professionisti e spesso consulente della pubblica amministrazione su progetti di riqualificazione energetica e sostenibilità degli edifici.

Ma sulla compatibilità dei due incarichi (se il secondo fosse confermato) sorgono dubbi e richieste di spiegazione al Comune di Reggio Emilia. Ad avanzarli è Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza civica in sala del Tricolore, che spiega: “Da tempo abbiamo sollevato perplessità sulla gestione della Stu che abbiamo criticato politicamente per la scarsa trasparenza e la discrezionalità nel metodo di conferimento di incarichi e lavori. Una gestione che ha visto l’attuale amministratore delegato aumentare progressivamente il proprio appannaggio da zero ad oltre 100.000 euro”.

Ora, incalza Rubertelli, “pretendiamo di sapere se l’incarico di Torri in Studio Alfa – di cui apprendiamo dalla stampa – è compatibile con quello già assunto in Stu Reggiane o se si ritenga politicamente opportuno procedere con un avvicendamento”. Tra l’altro, evidenzia la consigliera, “è di qualche giorno fa la decisione del Consiglio comunale (con Alleanza Civica contraria) di approvare una modifica allo statuto societario della Stu che ne estende funzioni e operatività. Sala del Tricolore, in sostanza, ha recepito l’indirizzo dell’assessore Pratissoli di allargare il raggio di azione della società a tutta la città”.

Un punto su cui il giudizio politico della civica è netto: “L’azione dirigista del Pd arriva, così, ad entrare nel campo privato ergendo il Comune ad immobiliarista, quando il compito di una istituzione dovrebbe limitarsi ad accompagnare la trasformazione urbana mediante una buona pianificazione”, conclude Rubertelli.