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La Lega: “Quanti altri casi Saman ci sono sul nostro territorio?”

Matteo Melato, referente provinciale del Carroccio: "Gli estremisti dell'accoglienza hanno sottovalutato o per certi versi snobbato, certi pericoli derivanti dalla scarsa volontà di integrarsi"

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REGGIO EMILIA – “Il caso della povera Saman, di cui auspichiamo ancora un ritrovamento in vita e un lieto fine nonostante le indagini si siano indirizzate verso la ricerca del corpo, testimoniano ancora una volta che una immigrazione senza regole non può essere presa sotto gamba, ma va monitorata costantemente. Quanti altri casi Saman ci possono essere sul nostro territorio che non sono stati denunciati?”.

A dirlo è Matteo Melato, referente provinciale della Lega a Reggio Emilia che, ricordando le “tante persone pakistane, o anche indiane, che si sono integrate completamente nel nostro tessuto sociale e riescono a rendere compatibile la loro cultura con la nostra”, lancia loro un appello a “intervenire nella loro comunità civile e religiosa al fine di rinnegare, denunciare e far emergere tutte queste situazioni di disagio”.

Ma anche “la stretta collaborazione con le istituzioni è imprescindibile per non far ripetere altri casi come Saman”, dice Melato. Che poi sferza il centrosinistra al cui interno, dice, “la discussione sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza lascia sbalorditi in quanto da anni la Lega pone queste delicate problematiche sul tavolo della discussione politica, venendo però additata come xenofoba e razzista proprio da chi ora chiede di aprire gli occhi verso pratiche del tutto inconciliabili con la nostra civiltà. Per anni si è pensato più ad affrontare in maniera retorica la questione anzichè approfondire queste barbare pratiche”.

Dunque, ammonisce Melato, “sul caso della povera Saman non accettiamo lezioni da una sinistra che per anni ha chiuso occhi, bocca e orecchie davanti a comunità che ancora oggi praticano riti del tutto incompatibili con la nostra cultura e legge”. Solo che è stato “più facile gridarci ‘razzisti’ che scendere nel merito della questione” con il risultato che “gli estremisti dell’accoglienza hanno sottovalutato o per certi versi snobbato, certi pericoli derivanti dalla scarsa volontà di integrarsi o di rinunciare a questi riti da parte di intere generazioni venute sul nostro territorio”.

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