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Gioco, il nuovo regolamento comunale fa infuriare i gestori

Giuseppe Iori (Astro): "Riduzione orari sale è vessatoria e poco utile"

REGGIO EMILIA – Gli imprenditori reggiani del gioco d’azzardo lecito sono sul piede di guerra contro le restrizioni a otto ore del funzionamento delle slot machines, come previsto dal nuovo regolamento che il Consiglio comunale si appresta oggi a votare. Astro-Assotrattenimento, l’associazione di categoria aderente a Confindustria, contesta in particolare del documento i tempi di emissione (era fermo da quattro anni), gli effettivi benefici per i giocatori patologici, possibili profili di illegittimità e il rischio di favorire le attività illegali della criminalità organizzata.

Oltre che pesanti ricadute economiche e occupazionali per un comparto che, dopo quasi un anno e mezzo di chiusura, ha ripreso in questi giorni l’attività. Tutti aspetti sottolineati da Giuseppe Iori, imprenditore reggiano del settore, titolare di due sale gioco in provincia, amministratore delegato del gruppo Ricreativo Spa e consigliere nazionale di Astro. Che ha messo le sue rimostranze anche nero su bianco, in un documento indirizzato alla Giunta comunale.

In primo luogo, Iori fa notare che l’attività di gioco lecito è esercitata per conto dello Stato sulla base di un modello concessorio che coinvolge una filiera di diversi soggetti: i concessionari, i proprietari degli apparecchi da intrattenimento (cosiddetti “gestori”), i titolari di sale giochi e degli esercizi commerciali come bar e tabacchini che offrono la possibilità di giocare. Le concessioni, evidenzia Iori, “scadranno a marzo del 2022” e prevedono che “la riduzione degli orari di gioco non deve mai spingersi a cancellare il valore economico della concessione stessa”.

Inoltre, l’intesa del 7 settembre 2017 raggiunta in sede di Conferenza Unificata “ha fissato un tetto massimo di sei ore giornaliere per l’interruzione delle attività di gioco”. Infine, con il nuovo sottosegretario all’Economia con delega al gioco (il leghista Claudio Durigon, ndr) “è prevista una riorganizzazione delle norme e comunque la distribuzione oraria delle fasce di interruzione del gioco va definita con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Nelle fasce orarie prospettate dal Comune (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 22) si ravvisa poi una disparità di trattamento per bar e tabacchini, che osservano i normali orari degli esercizi commerciali e accuseranno meno il colpo e le sale slot dedicate, aperte h24.

Per quanto riguarda l’impatto sui ludopatici, secondo alcuni studi scientifici citati da Astro, “le regole che tentano di limitare il tempo a disposizione del giocatore per ‘procurarsi la sua droga’ o che aumentano la distanza alla quale egli la può trovare producono un indiscutibile aumento della dipendenza nei giocatori patologici”. Senza contare che potrebbero sempre “rifornirsi” per altri canali. Le sale gioco, inoltre, rappresentano un presidio di legalità perché, si legge nel documento dell’associazione confindustriale, “ogni spazio lasciato libero da questa tipologia di offerta, per effetto di restrizioni normative eventi effetti economici non sostenibili dalle imprese legali, viene immediatamente occupato dall’offerta illegale, spesso in mano alla criminalità organizzata, la quale non soggiace alle norme poste tutela del giocatore, a quelle che vietano l’accesso al gioco ai minorenni e, inoltre, non rispetta alcun obbligo fiscale”.

Infine gli imprenditori si ritengono ingiustamente colpiti nei loro interessi con provvedimenti “vessatori”. Secondo Iori infatti “almeno il 70% dei bar della provincia, senza l’introito delle macchinette, potrebbe dover chiudere”. E lui stesso stima che sarà costretto a licenziare circa 30 dipendenti. L’imprenditore chiede quindi che “ci sia spazio per ragionare e valutare le conseguenze di certe decisioni”. In questa direzione va un ordine del giorno che Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza civica ha presentato in sala del Tricolore allegato alla delibera sul gioco. Un atto che “raccomanda” alla Giunta un dialogo con le associazioni di categoria, “perché questo regolamento sia veramente di tutta la città”.