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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

Supercar a Gavassa, Rec: “Il territorio per noi è un patrimonio da valorizzare, non una risorsa da sfruttare”

Reggio Emilia in Comune: "Quanta occupazione crea l'industria di supercar elettriche, quanta ne creerebbe la cura del territorio, il riassetto idrogeologico, la creazione di autonomia energetica? Quante professionalità e lavoro di qualità ci si può attendere dall'uno o dall'altra?"

REGGIO EMILIALa decisione di insediare sulle terre di Gavassa, di fianco all’impianto Forsu, una fabbrica di super car elettriche, è stata annunciata come un grande risultato delle scelte compiute negli ultimi vent’anni a Reggio. Dal ponte sull’autostrada, alla stazione mediopadana, al polo tecnologico, l’immagine offerta di Reggio come città aperta agli investimenti, come location ideale per accogliere industrie innovative, ha finalmente dato i suoi frutti. L’arrivo di una multinazionale con capitali cinesi e statunitensi saprà di sicuro sfruttare al meglio le risorse presenti nel nostro territorio, dall’università al sistema industriale, dalle terre agricole alle infrastrutture della mobilità. Tutto il nostro territorio è messo a disposizione.

Si conferma così l’idea che la ricchezza si misura con la crescita del Pil, dei profitti e delle rendite. Reggio si assimila sempre di piú allo sviluppo che trasforma i territori in nodi di una rete di flussi, flussi produttivi e finanziari che transitano nelle nostre città, cambiandone fisionomia per renderle sempre più uniformi e adatte ad accogliere decisioni prese lontano e con criteri di opportunità che rispondono solo alla redditività dei capitali investiti.

Riteniamo che questa immagine di un territorio come risorsa da mettere a disposizione di un sistema produttivo che mira solo alla rendita economica, alla crescita dell’export, all’aumento del Pil, sia del tutto fuorviante, e dissimula i reali bisogni di cui solo una economia sostenibile e circolare può farsi carico

Il territorio per noi è un patrimonio da valorizzare, non una risorsa da sfruttare. Lo sviluppo anche industriale e tecnologico deve essere diretto alla valorizzazione del patrimonio territoriale, deve avere di mira l’equilibrio sociale e ambientale. Lo sviluppo economico trova il suo vero scopo se mira a chiudere i cicli produttivi e riproduttivi del territorio, da quelli organici a quelli energetici, non se moltiplicano i flussi che lo attraversano, aumentando gli squilibri. Quanta occupazione crea l’industria di supercar elettriche, quanta ne creerebbe la cura del territorio, il riassetto idrogeologico, la creazione di autonomia energetica? Quante professionalità e lavoro di qualità ci si può attendere dall’uno o dall’altra?

Siamo di fronte a modi alternativi di immaginare e di vivere la città e il territorio. Lottiamo perchè la scelta non passi sopra le nostre teste.