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Superbonus, il Comune: “Serve proroga fino al 2023”

E' quanto afferma Alex Pratissoli, vicesindaco di Reggio Emilia, che lo chiede al Governo in una lettera scritta con i presidenti provinciali degli Ordini di architetti, ingegneri, geometri e periti industriali

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REGGIO EMILIA – “E’ fondamentale una proroga, almeno fino al 2023, del superbonus per l’edilizia ed un aggiornamento del quadro normativo, per rendere la misura incentivante piu’ efficace e veloce nella sua applicazione”. E’ quanto afferma Alex Pratissoli, vicesindaco di Reggio Emilia, che lo chiede al Governo in una lettera scritta con i presidenti provinciali degli Ordini di architetti, ingegneri, geometri e periti industriali.

“Per poter esprimere appieno le sue potenzialita’ e contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali in un settore, quello edilizio, che da solo e’ responsabile di quasi il 40% delle emissioni”, viene spiegato, il bonus “ha bisogno da un lato di continuita’, affinche’ le imprese e le famiglie abbiano la possibilita’ di programmare nel tempo gli interventi, dall’altro di accompagnare tale misura con adeguate modifiche normative a livello statale che ad oggi rendono complessa la sua applicazione”.

E’ infatti “impensabile che misure moderne orientate alla riqualificazione come il superbonus, possano essere governate con regole tipiche di 30 o 40 anni fa, in cui la nuova costruzione ed espansione urbanistica era la principale modalita’ di trasformazione della citta’”.

In particolare Comune di Reggio e Ordini della provincia avanzano la revisione di due specifici aspetti dello strumento: le deroghe all’altezza minima ed ai requisiti igienico sanitari principali dei locali d’abitazione nel caso di interventi di efficientamento energetico che richiedono la realizzazione di cappotti esterni o interni e la semplificazione delle verifiche sulle parti degli edifici interessate dagli interventi di efficientamento, per accelerare la presentazione delle pratiche edilizie di ristrutturazione degli immobili.

Nel Comune di Reggio il 75% degli edifici risale a prima della legge 10 del 1991 sulla classificazione energetica e l’82% appartiene ad una classe sismica critica. Non a caso quelli di riqualificazione del patrimonio costruito corrispondono ad oltre il 96% degli interventi edilizi realizzati di recente e, nel primo quadrimestre del 2021, il loro e’ cresciuto del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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