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Silk Faw: “Risorse garantite da consorzio di banche cinesi”

Polo auto elettriche a Gavassa: secondo la società dietro l'operazione ci sono tre fra le prime quattro banche del mondo come capitalizzazione

REGGIO EMILIA – “Le risorse finanziarie sono garantite da un consorzio di banche che comprende Bank of China, Bank of Communications, Icbc e Ccb”. Silk Faw replica così dopo la pubblicazione, da parte di Reggio Sera, di un articolo in cui si ripercorreva la storia, fallimentare, dell’esperienza del colosso cinese Faw in Germania che, nel 2018, aveva investito nella Byton Automobili, una start up sino-americana-tedesca che poi era fallita.

E’ in qualche modo anche una replica, indiretta, all’articolo pubblicato sempre dal nostro giornale, in cui si dava conto di un exhibit della Sec statunitense in cui la Ideanomics, una società quotata al Nasdaq, si impegnava a prestare 15 milioni di dollari alla Silk Ev di Jonathan Krane, con sede alle Cayman, per le operazioni commerciali della Silk Faw Automotive group italiana.

I soldi ci sono e sono garantiti dal governo cinese, sembra voler dire la replica. Ma chi sono questi quattro soggetti?

Icbc (Industrial and commercial bank of China) è la prima banca al mondo con una capitalizzazione di 4.324 miliardi di dollari (fra il Pil della Germania e quello del Giappone, per avere un esempio). Il maggiore azionista è lo stato cinese. Ha un ufficio a Milano.

Ccb (ovvero China construction bank) è la seconda banca al mondo con una capitalizzazione di 3.653 miliardi di dollari (pari al Pil della Germania). Ha una sede a Milano.

Bank of China è la più internazionale delle banche cinesi controllata al 70% dallo stato cinese con uffici in tutto il mondo, compresa l’Italia a Milano, e pure nelle isole Cayman. E’ la quarta banca più grande del mondo, con una capitalizzazione di 3.270 miliardi di dollari (circa 600 miliardi oltre il debito pubblico italiano e tre volte Intesa San Paolo, prima banca italiana in questa classifica al 27esimo posto).

Bank of communication è la quinta banca più grande della Cina. Ha una capitalizzazione di 1.422 miliardi di dollari (anche qui, se volete un raffronto, il Pil italiano nel 2020 era di 1.848 miliardi). Ha una sede a Roma.

Tuttavia una domanda sorge spontanea. Se dietro all’operazione Silk Faw italiana ci sono la prima, la seconda e la quarta maggiore banca del mondo, come capitalizzazione (che hanno tutte una sede in Italia), che bisogno c’era di chiedere in prestito a Ideanomics 15 milioni di dollari per le operazioni commerciali della Silk Faw Automotive group italiana?