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Murales “partigiano”, è scontro con fra Reggio e Autostrade

La società sostiene che minaccia la sicurezza stradale, ma poi tenta una mediazione. Il sindaco: "Non si tocca".

REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia è diventato un vero e proprio caso la richiesta di società Autostrade di cancellare il murale di Casa Manfredi nella frazione di villa Sesso, nei pressi della A1. Una raffigurazione che ricorda le vittime di un eccidio fascista del dicembre 1944, ma ritenuto pericoloso per gli automobilisti. Dal sindaco Luca Vecchi, al Movimento 5 stelle, fino all’Istituto storico della Resistenza di Reggio (Istoreco) sono però tutti d’accordo: il graffito non si tocca. “Non cancelleremo il murales ‘Partigiano Reggiano’ su Casa Manfredi”, conferma il primo cittadino.

“E’ parte integrante del nostro Dna, ricorda un fatto gravissimo, un rastrellamento nazifascista in cui persero la vita 23 persone e Reggio Emilia, città Medaglia d’Oro della Resistenza, non è disponibile ad annullare la propria storia e la propria memoria”. Inoltre, sottolinea il sindaco, “non contiene alcuna comunicazione commerciale, non è una insegna, un cartello, un manifesto o un impianto pubblicitario. Fra l’altro la distanza dalla carreggiata (circa 50 metri dal centro) e la tipologia del murales non riteniamo vogliano in alcun modo indurre a confusione gli automobilisti, rispetto alla segnaletica verticale presente a lato della strada”.

Comunque, informa Vecchi, “siamo già in contatto con Autostrade e siamo certi che assieme risolveremo in breve tempo la vicenda, autorizzando quanto è stato fatto. Siamo disponibili a valutare l’eventuale piantumazione di una quinta arborea per renderlo meno visibile dall’autostrada, se questo suggerisce il buon senso rispetto al tema della sicurezza stradale”.

Da subito “ci si è attivati con una cabina di regia per chiarire la situazione. Mi attiverò al 100% perché il murales dedicato ai partigiani di Villa Sesso non venga toccato ne oggi ne mai da nessuno”, dice Dario De Lucia, consigliere comunale e tesoriere di Istoreco. Domandando però: “Il problema è la street art o il contenuto della nostra street art? Perché in questo caso non siamo molto d’accordo: noi reggiani siamo questo, orgogliosi della nostra storia e fieri dei nostri partigiani sempre”.

De Lucia, comunque, si dice convinto “che la storia si risolverà e che arriveranno le adeguate scuse”. Al posto del murales “cancelliamo le concessioni autostradali ai Benetton, che non si accorgono e non hanno fatto manutenzione a ponti che crollano ma si preoccupano di un murales in una casa di campagna”, dicono la parlamentare Maria Edera Spadoni e il capogruppo 5 stelle in sala del Tricolore Gianni Bertucci. “Il Comune si attivi in ogni sede per tutelarlo. Avrà il nostro appoggio a livello comunale e parlamentare. Resistere”.

Autostrade tenta una mediazione
Dopo la levata di scudi da parte della città di Reggio Emilia, Autostrade per l’Italia evidenzia “la più ampia disponibilità e volontà di collaborazione per assicurare il ricordo delle vittime partigiane, nel rispetto dei parametri di legge necessari per garantire la sicurezza degli utenti in transito in quel tratto autostradale”. La direzione di Tronco di Bologna, informa l’azienda, “ha già organizzato un primo incontro con i referenti delle istituzioni locali e prenderà contatto con le associazioni coinvolte per valutare insieme e con l’avallo degli uffici tecnici del ministero delle Infrastrutture tutte le ipotesi possibili, tra cui la piantumazione di alberi ad alto fusto che preserverebbero l’opera, mitigando al tempo stesso il significativo impatto visivo degli automobilisti”.

In alternativa, “potrebbero essere individuate pareti alternative, presenti ad esempio in aree attigue al casolare, dove poter riprodurre lo stesso murales, ovviamente con il totale supporto economico della Direzione di Tronco”, viene sottolineato.