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La Juventus batte l’Atalanta e si prende la Coppa Italia

Kulusevski e Chiesa regalano il secondo trofeo a Pirlo davanti a un ritrovato pubblico (4300 spettatori)

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REGGIO EMILIA – La Tim Vision Cup illumina la città del Tricolore. Un evento che vede, ancor prima del fischio d’inizio, il gruppo di percussionisti Psycodrummer dettare il tempo dei passi di danza delle Black Widow e degli Urban Theory. Alle loro spalle a volteggiare sono le bandiere scosse dagli sbandieratori della contrada matildica “Maestà della Battaglia”. Poi a risuonare nell’arena è la voce di Annalisa Scarrone volta ad intonare l’inno di Mameli. Ma a risaltare è il coro, ovvero i 4.300 tifosi che riscoprono, dopo mesi di astinenza, l’emozione del calcio live.

Da annotare inoltre come in tribuna autorità non manchino all’appello personalità di spicco, a primeggiare John Elkann e Francesco Totti. Passando al calcio giocato: la Juventus fatica a sviluppare le proprie geometrie complice la fisicità dei bergamaschi nel cuore del centrocampo ma, ad agguantare il vantaggio sono proprio i piemontesi grazie alla freddezza nordica di Kulusevski. A riscaldare il popolo lombardo provvede Malinovsky con un colpo di gladio volto a ferire Buffon. Nel corso della ripresa la Vecchia Signora mette in mostra quell’identità vincente tale da sovrastare anche una Dea.

Primo tempo
Neanche il tempo, per il tifoso bianconero, di accomodarsi sugli spalti che un brivido di freddo lo colpisce: Palomino, servito al bacio da un proprio compagno, prova a scagliare la palla avvelenata che viene intercettata da Buffon grazie all’ausilio della dea bendata. Pochi istanti dopo a rendersi pericoloso è Zapata che vede la propria stoccata lambire il palo. Al tredicesimo minuto Pessina frana a terra a seguito di un contrasto con il diretto rivale, la dirigenza lombarda reclama il penalty dagli undici metri, non dello stesso avviso è il direttore di gara che lascia proseguire l’azione. Da evidenziare come De Ligt sia costretto a ricorrere agli straordinari pur di contenere la fisicità dell’onnipresente Zapata.

A scrivere le note sullo spartito è solo e soltanto la mano dell’Atalanta ma, improvvisamente, ad inserire una pausa nell’opera è Kulusevski che, su pregevole assist di McKennie, genera dal piede sinistro una parabola così impeccabile da non lasciare scampo a Gollini. Gli animi in campo si accendono tant’è vero che arriva qualche colpo proibito. In chiusura di sipario del primo atto l’Atalanta sprigiona tutta la propria creatività: una serie di triangolazioni da manuale del calcio culminano nel missile terra-aria lanciato da Malinovsky. L’onda d’urto è così violenta da spazzare via “superman” Buffon. Si va a riposo sul risultato di perfetta parità.

Secondo tempo
Vento e pioggia avvolgono il “Mapei Stadium” dando vita ad un’atmosfera ancor più suggestiva. Kulusevski appare indiavolato tanto da provare a replicare il gesto balistico risultato efficace nella prima frazione di gioco, ma questa volta il tentativo viene vanificato dall’intervento provvidenziale dell’estremo difensore nero-azzurro. Al sessantunesimo minuto Chiesa, dopo aver raccolto il colpo di tacco di Cristiano Ronaldo, crea un tiro a giro che si infrange sul palo. Breve giro di lancette ed è lo stesso Chiesa, supportato magistralmente da un Kulusevski in versione assistman, a colpire la biglia con un tocco così vellutato da scivolare in rete. Sta di fatto che la bellezza della Dea con il trascorrere del tempo svanisce e a brillare sempre più di luce propria è la stella della Vecchia Signora.

Il tabellino

ATALANTA – JUVENTUS: 1 – 2

Marcatori: 31’ Kulusevski (J), 41’ Malinovsky (A), 73’ Chiesa (J).

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi (dal 77’ Djimsiti), Romero, Palomino; Gosens (dal 83’ Miranchuk), Freuler, De Roon, Hateboer (dal 76’ Ilicic); Pessina (dal 68’ Pasalic), Malinovsky (dal 68’ Muriel); Zapata. A disposizione: Rossi, Sportiello, Maehle, Sutalo, Lammers, Caldara, Ruggeri. Allenatore: Gian Piero Gasperini.

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur, Rabiot, Chiesa (dal 74’ Dybala); Ronaldo, Kulusevski (dal 83’ Bonucci). A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Ramos De Oliveira, Ramsey, Morata, Demiral, Bernardeschi, Frabotta. Allenatore: Andrea Pirlo.

Arbitro: Davide Massa sez. di Imperia (Assistenti: Matteo Passeri sez. di Gubbio, Alessandro Costanzo sez. di Orvieto. IV ufficiale: Marci Di Bello sez. di Brindisi. VAR: Paolo valeri sez. Roma 2. AVAR: Mauro Vivenzi sez. di Brescia).

Note – Espulso Toloi per condotta antisportiva. Ammoniti: Chiellini, Malinovsky, De Light, Romero, Freuler, De Roon, Ilicic. Recupero: 0’ pt. – 4’ st.

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