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Imprese, la Fiom: “Bene polo Faw-Silk, ma con cautela”

Il segretario Vecchi attende i piani dell'azienda e lancia una scuola per un nuovo know how

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REGGIO EMILIA – Si respira euforia a Reggio Emilia per l’annuncio, ufficializzato ieri dalla joint venture Faw-Silk, dell’investimento miliardario per installare nella frazione di Gavassa il suo polo produttivo di auto elettriche di lusso. Ma c’e’ anche chi, pur rallegrandosi, ci va con i piedi di piombo.

Per Simone Vecchi, segretario della Fiom-Cgil provinciale, e’ infatti “una bella notizia per la nostra regione perche’ parliamo di un investimento produttivo, ad alto valore tecnologico e con le premesse per restare a lungo”. Ma che e’ stata accolta “in modo trionfalistico, forse anche eccessivamente non avendo nessuno ancora chiaro il piano industriale e occupazionale”.

Vecchi non nega che “la scelta del nostro territorio da parte di una multinazionale estera, e’ innanzitutto il riconoscimento del livello di competenze industriali diffuso, della qualita’ delle infrastrutture, delle risposte istituzionali oltre che, ovviamente, del livello simbolico di insediarsi nella Motor Valley”. Tutti fattori, cioe’, con cui “un investimento di questa dimensione puo’ realisticamente concretizzare le aspettative di remunerazione del capitale investito in termini di redditivita’”.

Ma “questa – aggiunge il leader delle tute blu reggiane – e’ anche una terra in cui, col sacrificio e la lotta dei lavoratori, si e’ provato a coniugare il dinamismo imprenditoriale con l’attenzione al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali, sviluppando un luogo fertile per l’innovazione e la buona occupazione”. Tuttavia, continua il segretario “i lavoratori metalmeccanici ci insegnano da sempre a leggere la realta’ dietro gli annunci e la condizione materiale dietro gli slogan”.

Vecchi solleva quindi alcune questioni specifiche, quando afferma: “E’ ragionevole non crearsi troppe aspettative sulle fantomatiche ‘positive ricadute occupazionali dell’indotto’, dal momento che le supply chain nel settore automotive solitamente riguarda perimetri di natura almeno continentale”. Pertanto “il rapporto con le aziende locali del settore automotive sara’ sicuramente nel segno dell’ambivalenza, perche’ potra’ essere di integrazione e sviluppo reciproco oppure far emergere il rischio di veder drenare competenze e talenti dalle medie aziende al soggetto piu’ forte”.

Una questione potenzialmente critica su cui la Fiom lancia da subito una sfida “positiva” a Silk-Faw e alle imprese locali. “Un grande investimento congiunto per una E-Academy, per fondare nella nostra provincia una scuola di specializzazione per la mobilita’ sostenibile e a zero emissioni, con la collaborazione di istituzioni e universita’, per piantare i semi per il futuro”, propone Vecchi. Inoltre, conclude, “la sfida sta nel superare la vecchia concezione del lavoro ponendo al centro dell’iniziativa economica e politica la qualita’ della vita e del lavoro delle persone”. E si potra’ vincere, conclude il segretario, “scegliendo anche di aprire nuove scuole insieme a nuove fabbriche, con occupazione stabile e di qualita’ e relazioni industriali all’altezza dei tempi”.

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