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Imprese, Coraggiosa: “Bene polo Silk-Faw, ma occhio ad ambiente”

Guaitolini: "Su tecnologie green si avvi una formazione specifica"

REGGIO EMILIA – Sara’ “una grande opportunita’ di rilancio anche per il nostro sistema economico, delle nostre piccole e medie imprese”. Ma per “Coraggiosa” il maxi impianto delle auto elettriche di lusso Silk-Faw nella frazione di Gavassa a Reggio Emilia, non ha del tutto carta bianca.

Per Sergio Guaitolini, gia’ segretario della Fiom reggiana e ora membro della commissione lavoro del partito regionale, infatti, “e’ necessario che il nuovo insediamento, che sara’ costruito su un’area di destinazione industriale, venga realizzato utilizzando le migliori tecnologie disponibili in termini di impatto ambientale e tutela della salute, sia dei lavoratori sia degli abitanti di Gavassa, e su questo va posta grande attenzione, anche considerando l’adiacente area di Iren destinata all’impianto di produzione di biogas”.

Inoltre “va chiesto, a chi fa certamente un importante investimento ma trae anche risorse da questa terra, di impegnarsi in un ritorno in investimento anche in formazione, che sviluppi e qualifichi ulteriormente le conoscenze, in particolare nel settore delle energie ecocompatibili di cui questa impresa fara’ uso”. Cioe’, agggiunge Guaitolini, “attraverso una collaborazione con l’Universita’ di Modena e Reggio Emilia, per la realizzazione di corsi di studio specifici, che serviranno in prospettiva a quest’attivita’, ma che daranno in particolare un contributo all’ulteriore sviluppo delle energie e tecnologie green, di cui il nostro paese puo’ diventare uno dei leader”.

Quindi “bene questo investimento se, oltre all’insediamento di un nuovo stabilimento, vi saranno un’attenzione e un impegno per una riqualificazione industriale che possa iniziare ad accompagnare un’importante e necessaria transizione ecocompatibile, attuando quel ‘Patto per il lavoro e per l’ambiente’ sottoscritto da tutti gli attori economici e le istituzioni a livello regionale”. Insomma, conclude Guaitolini, “valutiamo positivamente questo investimento, sottolineando che riteniamo necessario che si punti anche al recupero e alla riqualificazione delle aree esistenti gia’ a vocazione industriale, al fine di evitare di sottrarre ulteriore suolo all’agricoltura, altro settore della nostra economia da tutelare e su cui investire”.