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Imprese, allarme di Confindustria su rincari materie prime

L'associazione: aumenti a doppia cifra e pure l'offerta scarseggia

REGGIO EMILIA – Unindustria Reggio Emilia esprime “grande preoccupazione” per il rincaro dei prezzi delle materie prime che, iniziato nel 2020 e proseguito quest’anno, “sta diventando insostenibile per le imprese”. Per il centro studi dell’associazione industriali gli aumenti sono in diversi casi a doppia cifra e riguardano molti settori: oltre al petrolio metalli, materie plastiche, legno, componentistica e altro. Inoltre “siamo in presenza non solo di forti variazioni di prezzo, ma anche di una sostanziale insufficienza dell’offerta”.

Il problema, aggiunge Unindustria “e’ trasversale a tutti i comparti del manifatturiero (meccatronica, materie plastiche, chimica e costruzioni) e rischia di avere pesanti ripercussioni sull’attivita’ delle imprese e comportare problemi anche per i consumatori”. Questo perche’ a causa della carenza di materie prime, “i tempi delle forniture si sono infatti molto allungati e il rischio e’ quello di vedere un rallentamento o nella peggiore delle ipotesi anche un fermo della produzione”, con ricadute “sul rispetto dei tempi di consegna ai propri clienti”.

Altro aspetto critico, infine e’ che “in una fase di domanda interna ancora molto scarsa, sia sul fronte dei beni di consumo che di quelli d’investimento, e’ difficile per un’impresa scaricare a valle i rincari subiti a monte dall’acquisto”. Come annuncia Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio, “per supportare le imprese associate in questa particolare fase abbiamo attivato un nuovo servizio finalizzato al monitoraggio e all’analisi dei prezzi di oltre 400 commodity tra materie prime e semilavorati”. Uno “strumento di ‘benchmark’ che consente una valutazione oggettiva dei propri acquisti”.