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Gazzette di Reggio, Modena e Nuova Ferrara: tre giorni di sciopero

Contro ipotesi cassa per giornalisti. L'Aser: ""Purtroppo la nuova proprieta', insediata da pochi mesi, ha fin dal primo momento pensato solo a tagliare i costi e le retribuzioni"

REGGIO EMILIA – Acque agitate alla Gazzetta di Reggio che insieme a quella di Modena, della Nuova Ferrara e del Tirreno e’ passata sotto la gestione del gruppo Sae, subentrato a Gedi come editore. I giornalisti delle quattro testate sono in stato di agitazione e oggi hanno scioperato, prevedendo altre due giornate di astensione il 14 e il 15 maggio. Il motivo, come si legge in una nota della redazione della Gazzetta, e’ la “proposta non negoziabile di un drastico ricorso agli ammortizzatori sociali” decisa dalla nuova proprieta’ a meno di cinque mesi dal suo arrivo, addossando “sulle spalle dei giornalisti le responsabilita’ di un andamento negativo dei conti”.

Diverse le manifestazioni di solidarieta’ espresse nei confronti dei cronisti tra cui quella dell’Associazione della stampa dell’Emilia-Romagna, che sottolinea: “Purtroppo la nuova proprieta’, insediata da pochi mesi, ha fin dal primo momento pensato solo a tagliare i costi e le retribuzioni, senza presentare nessun piano di rilancio, nonostante le promesse fatte sia ai tavoli istituzionali che durante presentazioni pubbliche”.

Inoltre “dispiace vedere che non ci sia la minima intenzione di valorizzare un patrimonio giornalistico come quello di queste testate, storiche e radicate in importanti regioni italiane”. A questo, sottolinea infine l’Aser, “si aggiunge il rifiuto, in barba ad ogni corretta relazione sindacale, da parte dei direttori delle testate di pubblicare subito i comunicati dei giornalisti dove vengono spiegate le ragioni di questa protesta”.

L’Aser ricorda pertanto ai direttori “che anche loro sono giornalisti e che se intendono solo comportarsi da manager teleguidati possono dimettersi dall’ordine e cercare un’altra occupazione: la categoria non ha bisogno di gente che vuole censurare il pensiero dei colleghi”. Con i lavoratori si schierano i parlamentari del Movimento 5 Stelle, Sabrina Pignedoli, Stefania Ascari, Marco Croatti, Vittorio Ferraresi, Maria Edera Spadoni, Gabriele Lanzi, Giulia Sarti e Davide Zanichelli. “I giornalisti ce la stanno mettendo tutta. I numeri danno loro ragione”, dicono. “Nella classifica Ads di marzo 2021 Il Tirreno e’ tornato a essere tra i primi 20 giornali venduti in Italia in edicola e online. I quattro quotidiani, nel complesso vendono bene. Ma l’editore risponde con dei tagli”. Al contrario, sottolineano i pentastellati, “crediamo sia necessario rilanciare e investire sulla stampa regionale, un presidio fondamentale per garantire un’informazione di qualita’ ai cittadini in tutti i territori”.