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Ex Reggiane, in settimana pulizia straordinaria

L'assessore Marchi: per progetto antidegrado 750mila euro

REGGIO EMILIA – Sono previsti per questa settimana i lavori di pulizia straordinaria e interdizione degli accessi degli immobili abbandonati dell’area ex Reggiane di Reggio Emilia, come previsto dalle due recenti ordinanze firmate dal sindaco Luca Vecchi. Opere il cui costo si aggira intorno ai 60.000 euro e che saranno realizzate da Stu Reggiane, società partecipata del Comune, che si rivarrà poi delle spese sul proprietario privato dell’area, l’imprenditore Luciano Fantuzzi.

Ad annunciarlo l’assessore al Welfare Daniele Marchi, che in Consiglio comunale ha risposto ad un’interrogazione del consigliere Dario De Lucia (Gruppo Misto), presentata insieme al M5s per chiarire i dubbi rimasti dopo la commissione del 14 aprile sul progetto dei “corridoi umanitari” per svuotare i capannoni del degrado.

Oltre alla pulizia e alle chiusure degli accessi è prevista l’installazione di servizi igienici “da cantiere” e l’attivazione di un servizio di vigilanza che nelle aree di proprietà di Stu è già in essere e appaltato ad una ditta specializzata, mentre per quelle private sarà di competenza delle forze dell’ordine.

Secondo l’assessore Marchi, gli “invisibili” saranno ricollocati tutti entro la fine dell’anno, ma il loro percorso di reinserimento attraverso progetti mirati anche di orientamento al lavoro durerà almeno per tutto il 2022 perché, spiega, “non può essere fatto con soluzioni d’emergenza”. Per l’accoglienza delle persone senza fissa dimora, intanto, nel bilancio 2021 del Comune sono stanziati 750.000 euro per 330 posti disponibili. Quindi, spiega Marchi, “un numero molto superiore rispetto a quello dei 60, 70 occupanti delle Reggiane che rientrano per i progetti loro dedicati in questo stanziamento”.

Le risorse sono per l’85% proprie dell’amministrazione, per il 9% dell’Azienda Usl e per il 6% della Regione. Sul 2021 sono aggiudicate due grosse convenzioni: una con il centro Papa Giovanni XXIII per il centro di accoglienza notturna (che vale 262.000 euro all’anno) e una con la cooperativa sociale Dimora di Abramo, che gestisce la casa albergo comunale (321.000 euro). A queste si aggiungono due convenzioni storiche con Ausl e Caritas del valore di 70.000 euro, 50.000 euro di contributi messi a disposizione dall’Azienda sanitaria e altri appalti minori con varie realità associative per inserimenti in struttura, che ammontano a 30.000 euro. Altri 15.000 euro circa vanno all’unità della Papa Giovanni che incontra i residenti dei capannoni e prospetta loro una diversa soluzione abitativa.