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Covid, curva in discesa ma l’Ausl avverte: “Non è un liberi tutti”

L'azienda: prenotazioni vaccini basse per gli under 70

REGGIO EMILIA – “Andiamo bene, ma non e’ un ‘liberi tutti’. Dobbiamo impegnarci per andare sempre meglio”. Sono le parole di Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, nel fornire gli aggiornamenti dell’ultima settimana sull’andamento della pandemia sul territorio provinciale. Un quadro che appare in netto miglioramento con la curva dei contagi in discesa “e speriamo che continui cosi’ per consentire la ripresa di tutte le attivita’, in particolare quelle chirurgiche”- chiosa Marchesi- e la prosecuzione ad un buon ritmo della campagna vaccinale.

Dove pero’ si registra l’adesione sotto le aspettative dei reggiani sotto i 70 anni. In particolare i minori contagi allentano la pressione sulle strutture ospedaliere, come spiega il responsabile dell’Azienda sanitaria Giorgio Mazzi. Se da un lato gli accessi in pronto soccorso per tutte le patologie sono in questa settimana aumentati – da una media di 364 a 376 al giorno, con una punta di 470 persone il 10 maggio – si e’ infatti ridotta la percentuale dei positivi. La cui media quotidiana e’ scesa da 32 a 23, con una percentuale sul totale degli accessi in diminuzione dal 9 al 6%. Le persone ricoverate per covid, che il 3 maggio erano 183, sono scese stamattina a 104.

Infine “respirano” anche le terapie intensive dove nell’ultima settimana i pazienti ricoverati sono passati da 31 a 24 al giorno, con un tasso di occupazione passato dal 75 al 66%. Sono in dettaglio 14 i malati in terapia intensiva covid e nove in quella no covid allettati nell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio a cui si aggiungono tre ricoverati (su cinque posti letto di terapia intensiva Covid) a Guastalla e due ricoverati a Castelnovo Monti (su due posti di terapia intensiva non covid disponibili).

Dati insomma “confortanti” che negli ultimi giorni hanno anche permesso di riorganizzare alcuni reparti per assistere i pazienti “ordinari”. L’operazione piu’ rilevante annunciata da Mazzi e’ il riaccorpamento su un unico piano dell’ospedale del capoluogo delle terapie intensive (sia covid che non) che “consentira’ di assegnare piu’ anestesisti agli interventi chirurgici”. Per quanto riguarda i vaccini sono circa 250.000 quelli effettuati di cui 62.000 seconde dosi. L’Ausl non e’ pero’ soddisfatta del numero di candidature arrivate da parte dei reggiani tra i 50 e i 54 anni: 12.260 adesioni, a fronte di una platea di 35.000.

L’Azienda rinnova l’invito a renderesi disponibili per vaccinarsi (magari mettendo in secondo piano le ferie estive) e ricorda che “anche chi appartiene alle precedenti classi di eta’ e non lo ha ancora fatto, puo’ sempre prenotarsi. E’ un diritto acquisito che non va perduto”. Sopra i 70 anni le percentuali, spiega il direttore sanitario Nicoletta Natalini, sono invece “molto buone”: 82% tra i 70 e i 74 anni, 85% tra i 75 e i 79 e oltre il 90% per gli over 80. La fascia d’eta tra i 65 e i 69 anni raggiunge invece appena il 57%. La provincia di Reggio, intanto ha sperimentato gli anticorpi monoclonali come terapia anticovid su 41 pazienti. E’ il dato piu’ alto in regione. Ma il calo dei contagi sta facendo diminuire le domande (fonte Dire).