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Castelnovo Monti, individuato l’autore di un tentato omicidio dopo 17 anni

Si tratta del 67enne Giampaolo Dall’Oglio attualmente in carcere a Reggio Emilia per l’omicidio del 31enne Francesco Citro, trucidato a colpi di pistola la sera del 23 novembre del 2017

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Cold case nel reggiano: i carabinieri hanno individuato l’autore di un tentato omicidio dopo 17 anni. Si tratta del 67enne Giampaolo Dall’Oglio attualmente in carcere a Reggio Emilia per l’omicidio del 31enne Francesco Citro, ucciso a colpi di pistola la sera del 23 novembre del 2017

Era la sera del 6 dicembre 2004 quando l’allora 56enne Franco Capanni, deceduto nel frattempo per altre cause nell’aprile del 2019, mentre era all’intero della sua stalla, nella frazione Casale di Castelnovo Monti, era stato raggiunto alle spalle e colpito più volte al torace ed al braccio destro. Era stato ricoverato in prognosi riservata all’Arcispedale Santa Maria Nuova. Sul posto erano intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia insieme ai colleghi del Nucleo Operativo di Castelnovo né Monti.

Avevano accertato che il tentato omicidio era stato commesso attorno alle 18 da parte di un uomo che era riuscito a fuggire. Le indagini non avevano consentito di arrivare all’identificazione dell’autore del tentato omicidio. Nel corso dello screening dei casi irrisolti, che periodicamente i carabinieri del Nucleo Investigativo esaminano e rielaborano anche alla luce dell’evoluzione delle tecniche investigative, i militari reggiani hanno acquisito elementi indiziari a carico del pregiudicato Giampaolo Dall’Oglio, salito alla ribalta delle cronache nel novembre del 2017, dato che era stato arrestato dai carabinieri per l’omicidio del 31enne Francesco Citro, ucciso con diversi colpi di pistola mentre era nel ballatoio della sua abitazione di Reggiolo.

Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, coordinati dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, anche grazie alle testimonianze delle persone all’epoca in contatto con Dall’Oglio, hanno portato alla risoluzione del cold case, identificandolo come l’autore del tentato omicidio compiuto per motivi passionali.

Capanni, infatti, all’interno di un bar del luogo, aveva rivolto degli apprezzamenti nei confronti dell’allora compagna di Dall’Oglio, innescando, in un primo momento, la reazione del figlio della donna che era riuscito ad allontanarlo. La stessa sera Dall’Oglio era andato a prendere a lavoro il ragazzo e aveva appreso da lui quel che era accaduto in mattinata, per cui lungo la strada di casa si era fermato nei pressi della stalla di Capanni e l’aveva aggredito alle spalle colpendolo ripetutamente con un coltello. L’arma utilizzata per il delitto, nonostante le indicazioni fornite dal figlio dell’ex compagna e le ricerche effettuate in loco, non è stata ancora rinvenuta.

Dopo l’accaduto Dall’Oglio aveva minacciato di morte la compagna e il figlio, costringendoli per paura al lungo silenzio. Silenzio che è continuato anche dopo la fine della relazione sentimentale interrotta dalla donna per un episodio di violenza subita da Dall’Oglio. Questa mattina i carabinieri hanno notificato a Dall’Oglio, in carcere, le accuse per il tentato omicidio di Franco Capanni.