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Battaglia legale su biogas, parte raccolta fondi

Per l'appello al Consiglio di Stato sono già stati donati ai comitati 3mila euro

REGGIO EMILIA – Il Coordinamento comitati Ambiente e Salute di Reggio Emilia si prepara alla nuova battaglia legale contro Iren per fermare la costruzione dell’impianto “Forsu” (cioe’ la centrale per produrre biometano e compost dal rifiuto organico e dagli sfalci verdi) della multiutility nella frazione di Gavassa.

Aspettando la fissazione dell’udienza in cui il Consiglio di Stato discutera’ il loro appello presentato ad ottobre del 2020, i comitati hanno infatti lanciato lo scorso 30 aprile una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma online “ideaginger.it” per sostenere parte delle spese legali connesse al procedimento. Il risultato e’ molto positivo: dopo 10 giorni sono stati donati oltre 3.000 euro, sui 7.000 totali che ci si prefigge di raggiungere entro il 9 giugno.

Chi volesse dare il suo contributo online puo’ farlo collegandosi all’indirizzo “https://www.ideaginger.it/progetti/questa-megacentrale-e-una-ca-t a-pazzesca.html”, ma nel frattempo, tutti i pomeriggi di sabato fino alla chiusura della campagna, saranno organizzati per a Reggio, frazioni e Comuni limitrofi dei banchetti informativi dove si potra’ donare anche “a mano” per il crowdfunding. Il Coordinamento dei comitati “non vede l’ora di poter tornare a rivedere tutte e tutti quanti, anche per ringraziare di persona del grande attestato di stima che in pochi giorni i numeri della campagna stanno meravigliosamente dimostrando”, affermano i cittadini.

L’appello che hanno presentato al Consiglio di Stato e’ per la riforma della sentenza emessa poco piu’ di un anno fa (il 25 luglio 2020) dal Tar di Parma che aveva in parte dichiarato inammissibile e in parte respinto il precedente ricorso dei comitati, che secondo i giudici presentava “profili di inammissibilita’ per difetto di interesse in relazione a singoli capi d’impugnazione” ed era in ogni caso, “infondato nel merito”. I rilievi sollevati riguardavano il cosiddetto “provvedimento autorizzativo unico (Paur)” della centrale, una “summa” di tutti i nulla osta necessari per costruirla.

Un documento arrivato nel 2019, dopo un lungo percorso avviato otto anni prima. Una decina, in sintesi, le questioni specifiche segnalate dai comitati tra cui il fatto che l’individuazione del soggetto legittimato a realizzare l’impianto doveva avvenire con gara pubblica, che l’impianto non poteva essere realizzato nel territorio del comprensorio di produzione del Parmigiano Reggiano e la mancata considerazione dell’impatto sulla rete stradale circostante del traffico dei camion che conferiranno i rifiuti.