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Arena Campovolo, Callegari srl ha ritirato il ricorso

L'opera era finita nel mirino di Renzo Catellani, grande appassionato di aerei storici

REGGIO EMILIA – Il 28 aprile scorso si e’ chiusa davanti ai giudici del Tar di Parma una complessa partita legale iniziata nel 2018 sulla maxiarena della musica da 100.000 spettatori del Campovolo di Reggio Emilia. E’ quella del ricorso che pendeva sull’opera presentato dalla Callegari srl, che pero’ la stessa societa’ parmigiana, leader nel settore degli apparecchi per automedicazioni, ha deciso lo scorso marzo di ritirare. Questo, con ogni probabilita’, anche in seguito al recente progetto di riqualificazione dell’area operativa varato dalla societa’ di gestione dell’aeroporto reggiano, che prevede investimenti per 450.000 euro sugli hangar e la risistemazione degli spazi dedicati al volo in modo da non confliggere con i futuri concerti dell’arena (ora bloccati dal covid).

Andando con ordine, il patron della Callegari, Renzo Catellani, e’ un grande appassionato di aerei storici e per questo ha un hangar e un ramo d’azienda al Campovolo, con un centro di restauro rinomato a livello internazionale e cinque velivoli che partecipano a manifestazioni e dimostrazioni in tutta Europa. Nel mirino del parmigiano sono quindi finiti una serie di atti urbanistici e autorizzativi del Comune di Reggio e di Enac (l’ente dell’aviazione civile italiana) che davano il via libera alla costruzione della “Rcf Arena”. C’era infatti secondo la ricorrente, un punto debole. La societa’ Aeroporto, partecipata anche dagli enti pubblici reggiani, ha infatti ottenuto da Enac la concessione ventennale dell’intera area Campovolo con il vincolo tassativo dello “sviluppo aeroportuale”. Tale indicazione sarebbe stata in sostanza dribblata dalla subconcessione finalizzata a creare un’arena per spettacoli, che con l’aviazione non c’entra molto.

Con l’aggravante, sosteneva la Callegari, che l’arena avrebbe finito per danneggiare in modo ritenuto irreparabile le attivita’ aeroportuali. Altro punto contestato era che il progetto dell’arena era stato votato in Conferenza dei servizi anche da Enac, che per la societa’ ricorrente avrebbe quindi agito contro i vincoli da essa stessa posti (lo sviluppo aeroportuale) e in definitiva contro gli interessi che avrebbe dovuto tutelare. Per questo l’azienda di Parma ha trascinato davanti alla giustizia amministrativa l’ente per l’aviazione civile, il ministero dei Trasporti che lo controlla, e il Comune di Reggio Emilia.

Il colpo di scena e’ arrivato invece lo scorso 26 marzo, quando ha depositato un atto in cui ha informato che “in data 18 marzo le parti hanno sottoscritto una scrittura di transazione, in cui si e’ prevista la rinuncia al ricorso da parte della ricorrente Callegari srl e la integrale compensazione delle spese processuali”. Dichiarando pertanto, a queste condizioni, “la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del processo”. Il collegio giudicante del Tar presieduto da Germana Panzironi ha preso atto dell’istanza e l’ha accolta.