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Area Silk Faw a Gavassa, Borsari: “Venduta a quota di mercato”

Societa' agricola Gavassa: "Avevamo già speso parole con altri acquirenti, ma poi il Comune ci ha chiesto di aspettare"

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REGGIO EMILIA – La stazione Mediopadana, una certa visibilita’ autostradale, la comodita’ logistica, ma anche aree gia’ pronte o quasi senza consumare altro suolo: e cosi’, e’ diventata ‘naturale’ la volonta’ di Regione e Comune di replicare in un qualche modo ‘il modello Philip Morris in Valsamoggia’ nel reggiano. Sono diversi i motivi che hanno spinto il colosso automotive Silk Ev-Faw a scegliere l’area Gavassa di Reggio Emilia, piu’ di altre nel modenese e nel bolognese, per destinarvi i nuovi siti, di produzione e progettazione, legati alla supercar elettrica.

Lo conferma il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, che di fatto ha avuto un ruolo-chiave nella partita: e’ stato lui infatti, insieme ad altri nove soci, a dire “si'” al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, quando il Comune ha chiesto la disponibilita’, a loro e ad altri proprietari della zona, a vendere il proprio terreno (“A prezzi di mercato”, assicura il diretto interessato) per destinarlo al super investimento in arrivo. L’area apparteneva, come anticipato ieri da Reggio Sera, alla “Societa’ agricola Gavassa srl”, che l’aveva acquistata dal precedente proprietario nel 1998 (se ne occupo’ il padre di Borsari) e la sua attivita’ prevalente e’ “la costruzione di edifici non residenziali”.

Come ha spiegato il sindaco, il terreno di 320.000 metri quadri e’ gia’ urbanizzato e urbanizzabile, oltre che votato da tempo a insediamenti produttivi. “Non conosciamo l’investitore, non era affare nostro del resto. Avevamo gia’ altre ‘piste’ private, ma quando ci ha chiamato il Comune – spiega oggi Borsari parlando alla ‘Dire’ – ci siamo adeguati. Giustamente direi, alla luce della rilevanza dell’investimento in questione”.

Continua Borsari: “A quanto abbiamo venduto? È un dato di privacy e abbiamo l’impegno alla riservatezza, ma se il Comune di Reggio Emilia vuole puo’ divulgare il dato. In ogni caso, si tratta di cifre di normale mercato – assicura il presidente Coldiretti – nonostante l’euforia che si respira oggi in tutta l’Emilia su questo tipo di investimenti, in particolare nel triangolo Modena-Bologna-Reggio Emilia”.

Rivela ancora Borsari: “Avevamo gia’ speso parole e contatti con altri acquirenti, interessati a porzioni dell’area, ma a un certo punto si e’ presentato il Comune di Reggio Emilia chiedendoci la disponibilita’ di aspettare, fino a quando non fossero terminate le verifiche delle condizioni dell’area rispetto ai requisiti dell’investimento Silk Ev-Faw. E cosi’ abbiamo fatto”.

Aggiunge l’agricoltore modenese: “I nostri terreni erano in parte urbanizzati e da completare, in altri casi erano aree di completamento industriale. L’area di Iren invece e’ adiacente, non e’ il primo confine ma poco ci manca, e il suo cantiere (per un impianto di biometano, ndr) e’ gia’ partito. Era un’area che avevamo in ballo da una decina d’anni, diciamo, sulla spinta dell’attraversamento della linea ferroviaria ad alta velocita’ con la stazione Mediopadana, che ha cambiato la destinazione delle aree circostanti, come la nostra e altre preesistenti, edificate prima della nostra. Sulla vendita avevamo atteso fino a quattro anni fa, quando siamo partiti con le opere di urbanizzazione, e stavamo completando l’iter”. Poi, qualcosa e’ cambiato.

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