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Acqua pubblica, a Reggio corrono Iren e A2A

Il Comitato chiede una commissione consiliare per chiarire i dettagli della gara

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REGGIO EMILIA – Saranno alla fine Iren e A2A a contendersi il ruolo di socio privato della societa’ “Arca” di Reggio Emilia, nella gara per la gestione del servizio idrico in provincia nei prossimi decenni. Al termine del lungo percorso iniziato nel 2011, quando quasi il 70% dei reggiani voto’ al referendum sull’acqua chiedendone la ripubblicizzazione, si e’ infatti deciso di costruire un’architettura in cui una societa’ interamente pubblica con piena proprieta’ delle reti ne concedera’ la concessione ad un’altra controllata dai Comuni reggiani.

E in questa (“Arca”, ndr) il privato vincitore della gara sara’ socio di minoranza e avra’ il ruolo di gestore operativo. La procedura, da cui l’anno scorso si e’ sfilato il gruppo romano Acea ritenendo l’appalto non remunerativo, sarebbe in dirittura d’arrivo e dovrebbe concludersi entro l’estate. Proprio in previsione di questa scadenza il comitato “Acqua bene comune” di Reggio ha depositato in Comune una richiesta di commissione consiliare per chiarire, tra gli altri aspetti, “la quota della partecipazione pubblica”, il “numero e le tutele degli occupati” e “l’attenzione ai piu’ deboli, ancor piu’ a seguito della pandemia che stiamo vivendo”.

Intanto “Iren ha mantenuto al proprio interno la gallina dalle uova d’oro, un servizio essenziale da cui ricava uno dei margini piu’ elevati della propria attivita’”, sottolinea il comitato. Per questo “faremo sempre sentire la nostra voce per ridurre quell’orrore e chiedere il rispetto della volonta’ di oltre 250.000 cittadini”, aggiunge.

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