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Vaccinazioni record a Reggio Emilia, iniettate ieri ben 3.500 dosi

Una circostanza che non sembra, per ora, ripetibile. Contagi in calo, ma restano critiche le terapie intensive

REGGIO EMILIA – I segnali positivi registrati nella lotta al Covid negli ultimi giorni “non devono assolutamente trarre in inganno”. A dirlo e’ il direttore generale dell’Ausl, Cristina Marchesi, nel consueto appuntamento settimanale sui numeri della pandemia e della campagna vaccinale. Su questo fronte, in particolare, la macchina messa a punto dall’Azienda sanitaria ha dispiegato ieri la sua piena potenza di fuoco e, potendo contare su un importante arrivo di dosi, ne ha somministrate in un giorno 3.500. Una circostanza, viene puntualizzato, che non appare per ora ripetibile, ma conferma l’efficienza del sistema approntato sul territorio.

Ad oggi il totale complessivo delle persone vaccinate ammonta a quasi 76.000 con la prima dose e poco meno di 39.500 con la seconda. Salvo disservizi di lieve entita’, quindi, la campagna vaccinale sembra rispettare la tabella prestabilita, al punto che entro il 26 aprile dovrebbero essere immunizzati almeno tutti gli 80enni che ne hanno fatto richiesta. A buon punto anche le vaccinazioni su insegnanti (10.400), estremamente vulnerabili (10.246) e Forze dell’ordine, ad eccezione degli agenti di Polizia penitenziaria dove e’ il focolaio scoppiato in carcere ad impedirle.

Dopo che ieri circa un centinaio di persone hanno disertato l’appuntamento per ricevere il vaccino Astrazeneca, l’Ausl torna a sottolinearne la sua sicurezza. “Basta considerare quanto avviene in Inghilterra – dice Marco Massari – direttore del reparto di Malattie infettive del Santa Maria Nuova – dove questo vaccino e’ usato fin dall’inizio e c’e’ stato un crollo delle ospedalizzazioni e dei decessi”.

Le reazioni avverse, continua Massari, “sono state in Italia una decina su milioni di dosi mentre e’ certo che senza vaccino continueremo ad avere morti per covid”. Negli ultimi giorni, nel frattempo, i numeri dei contagi in provincia sono diminuiti (ad oggi la quota e’ di circa 200 ogni 100.000 abitanti) e l’intera regione potrebbe passare oggi in zona arancione. Marchesi ci va pero’ con i piedi di piombo: “Ci aspettiamo rialzi conseguenti alle ultime feste”, dice.

Inoltre, resta critica la pressione sulle strutture ospedaliere. I posti letto covid sono occupati per l’80%, le terapie intensive covid per il 90% e quelle non covid al 100%. Questo anche perche’, sottolinea il direttore dei presidi Giorgio Mazzi, “vediamo casi che si aggravano rapidamente nel giro di poco tempo”. E “gettano un’ombra su quei segnali di cauto ottimismo che potevamo registrare”, conclude il professionista.