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Vaccinazioni, dal 26 aperte le prenotazioni ai sessantenni

L'assessore regionale Donini: "A fine mese 37mila dosi al giorno, scorte quasi azzerate"

REGGIO EMILIA – L’Emilia-Romagna guarda avanti e scommette sull’impennata delle vaccinazioni anti-Covid. Da lunedi’ 26 aprile saranno aperte in regione le agende per gli appuntamenti per il vaccino dei cittadini dai 65 ai 69 anni (nati dal 1952 al 1956), e due settimane dopo, il 10 maggio, al via le prenotazioni per la fascia d’eta’ 60-64 anni, cioe’ le classi dal 1957 al 1961. Pur essendo tornato a 20-22.000 dosi giornaliere, il sistema regionale sta limitando al minimo le scorte (“siamo al 92,2% di dosi somministrate con appena 99.000 dosi in giacenza”) e “meno male”, sottolinea l’assessore regionale alla Sanita’ Raffaele Donini, che sono arrivate oggi 112.320 dosi di siero Pfizer.

Nonostante le molte incertezze su Johnson&Johnson, da cui si attendono 12.000 dosi il 16 aprile, e l’impossibilita’ di programmare a lungo termine (“sappiamo solo che di qui al 25 aprile le dosi in arrivo sono poco piu’ di 300.000”), la Regione e’ pronta a coinvolgere nuove categorie di cittadini. Tra fine aprile e inizio maggio, quando il Governo ha intenzione di alzare il ritmo a 500.000 al giorno in base al piano Figliuolo, l’Emilia-Romagna conta di fare fino in fondo la sua parte: circa 37.000-40.000 dosi. Se ci sara’ la materia prima “siamo pronti ad andare anche oltre”, assicura Donini, questa sera durante un punto stampa.

Ora “sollecitiamo il Governo a fare impennare il piano”, dice l’assessore. “Io mi fido del presidente del Consiglio Draghi, dobbiamo lavorare convinti che questo piano ci sia, sarebbe un problema se ci fosse un ulteriore rallentamento”. In ogni caso “siamo ampliamente in grado di somministrare quelle dosi anche solo nei nostri punti, ma in piu’ avremo medici di base, farmacisti e imprese”. Per quanto riguarda le farmacie, “oltre 800 hanno manifestato la disponibilita’ a vaccinare”.

Finora in Emilia-Romagna sono stati immunizzati totalmente 356.311 cittadini. Le prime dosi sugli over 80 sono all’85% (“praticamente tutti i prenotati”), mentre circa il 50% ha fatto anche la seconda dose. Per quanto riguarda i sanitari “siamo al 75% della popolazione per la prima dose, al 60% per la seconda dose”, dettaglia ancora Donini. Sul tavolo delle Regioni c’e’ poi la richiesta di posticipare la seconda dose per fare la prima ad un piu’ ampio numero di persone con le dosi disponibili. “Abbiamo idea di chiedere al ministero- conferma l’assessore- la piu’ opportuna fascia temporale per la seconda dose, qualora ci dovessimo trovare in emergenza con le dosi e’ possibile si possa procrastinare la seconda dose di qualche giorno”.