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Truffe on line, presa la banda dei Castelli romani: sette denunce

In meno di un mese una trentina di colpi per circa 40.000 euro. Parte dei soldi riciclati in un ristorante che, nonostante il lockdown, fatturava decine di migliaia di euro

SAN POLO (Reggio Emilia) – Presa la banda dei Castelli Romani: 7 persone specializzate in truffe on line e riciclaggio sono state denunciate per truffa aggravata e continuata e indebito utilizzo di carte elettroniche dai carabinieri di San Polo. In meno di un mese sono stati messi a segno una trentina di colpi per un valore di circa 40.000 euro. Parte dei soldi venivano riciclati in un ristorante che, nonostante il lockdown, fatturava decine di migliaia di euro.

Le sette persone denunciate hanno un’età compresa tra i 19 e i 51 anni. Fra questi un ristoratore. Sono tutti residenti nei comuni di Velletri, Ciampino, Genzano e Castel Gandolfo.

Dalla provincia di Enna a quella di Bolzano passando anche per le province di Reggio Emilia Parma, Modena, Potenza, Lecce, Sondrio Padova, Pistoia, Firenze, Viterbo, Frosinone, Roma, Pordenone, Pesaro, Latina, Udine, Livorno, Agrigento, Torino, Genova, Cagliari Napoli, Bergamo e Treviso. L’escamotage truffaldino era sempre lo stesso: i truffatori contattavano le vittime che avevano pubblicato annunci di vendita sul sito www.subito.it.

Oltre a mostrarsi interessati agli acquisti si rendevano disponibili a pagare subito. L’unica richiesta avanzata era relativa al metodo di pagamento concordato con la modalità della ricarica del conto attraverso l’utilizzo della postazione Atm. In contatto telefonico con i truffatori le vittime si recavano a eseguire le operazioni, ma, anziché trovarsi accreditate le somme richieste, si vedevano i conti alleggeriti.

Gli introiti delle truffe venivano poi indirizzati a carte prepagate “madri” e quindi riciclati attraverso la ricarica di altre carte prepagate intestate ai componenti della banda. In questo modo tra novembre e dicembre del 2020, in meno di un mese, una trentina di persone in tutt’Italia sono state raggirate dalla banda che ha introitato circa 40mila euro, grazie appunto agli acquisti fantasma. Circa 20mila euro sono stati riciclati grazie alla compiacenza di un ristoratore dei Castelli Romani a cui sono stati effettuati fittizi pagamenti: nonostante il lockdown fatturava migliaia di euro grazie a queste operazioni fittizie.

L’indagine dei carbinieri è stata avviata all’inizio dell’anno quando un reggiano residente a Canossa si è presentato in caserma denunciando di aver subito una truffa. Aveva messo in vendita un’auto chiedendo una caparra di 250 euro che, con il sistema spiegato sopra, gli era stata prelevata dal conto. Subito i carabinieri son risaliti a un 26enne di Velletri noto per i suoi innumerevoli precedenti specifici. Poi i militari hanno analizzato i movimenti della carta prepagata dove erano finiti i soldi e sono riusciti a risalire ai complici e alle altre carte prepagate dove erano finiti i circa 40.000 euro provento delle truffe.

Il denaro veniva poi riciclato ricaricando altre carte prepagate e, per la somma di 20mila euro, presso un ristoratore romano a cui erano stati effettuati pagamenti per fittizi pranzi e cene, peraltro consumati in pieno lockdown dove non poteva esercitare attività di ristorazione. Le truffe per ora accertate dai carabinieri potrebbero essere la punta di iceberg di una condotta truffaldina ben più ampia: secondo i carabinieri potrebbero essere un centinaio le persone raggirate.