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Strage di Bologna, Bellini: “Mi sento come Sacco e Vanzetti”

Al via il processo sui mandanti dell'attentato. Bolognesi: "Eviti certe dichiarazioni"

BOLOGNA – Come si sente? “Come Sacco e Vanzetti (i due anarchici italiani ingiustamente condannati a morte per omicidio e giustiziati negli Stati uniti negli anni ’20 del secolo scorso, ndr)”. Esordisce con questa frase, colta dai microfoni dell’emittente Trc prima del suo ingresso in aula, l’ex estremista di destra Paolo Bellini, a processo per concorso nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

Bellini, che sara’ processato a seguito delle indagini della Procura generale bolognese sui mandanti e i finanziatori dell’attentato, che vede imputati anche Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia, non ha aggiunto altro. Proprio in questi minuti sta iniziando la prima udienza del procedimento. In aula, oltre ai rappresentanti dei familiari delle vittime, alla vicepresidente della Regione, Elly Schlein, e alla consigliera comunale del Partito democratico, Federica Mazzoni, c’e’ anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola.

Immediata la replica di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage: “Anche Mambro, Fioravanti, Ciavardini hanno detto che erano tutti vittime delle strage: a loro e’ andata male, perche’ hanno preso l’ergastolo”, quindi “dovrebbe stare attento Bellini a fare queste dichiarazioni, perche’ portano sfortuna”. Da parte sua, Bolognesi auspica che Bellini “si difenda nel merito e non con queste battute assurde, che fanno solo male alle vittime e alla citta’ di Bologna” (fonte Dire).