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Scuola, il Covid non ferma gli investimenti sull’educazione

Dal Comune 19,5 milioni a istituzione e sconti per rette famiglie

REGGIO EMILIA – Nonostante la pandemia Reggio Emilia continua ad investire sull’educazione. A confermarlo sono i numeri del bilancio di previsione 2021 dell’Istituzione Nidi e Scuole di Infanzia del Comune, presentato oggi in Consiglio nell’ambito della discussione della manovra previsionale dell’ente. Nello specifico ammontano a 19,5 milioni le risorse trasferite dal Comune all’Istituzione, che potra’ inoltre contare su 4,4 milioni di entrate dalle rette (calate sia nel 2020 che nel 2021 per l’emergenza sanitaria) e di 187.000 euro derivanti da una convenzione con Reggio Children srl.

Si prevedono poi contributi da Stato (2,2 milioni) Regione (1,4 milioni) Provincia (18.000 euro) e Fondazione Manodori (200.000 euro su un progetto per l’apprendimento in spazi aperti). La previsione complessiva delle spese correnti e’ di 28,4 milioni di cui 10,8 di spese per acquisizione di beni e di servizi e quasi 16 per il personale. Per quanto riguarda gli investimenti sono previste spese di manutenzione straordinaria, arredi interni ed esterni, giochi, per 450.000 euro, che si aggiungono ai 900.000 euro stanziati nel piano triennale delle opere del Comune, per un totale quindi di 1,3 milioni.

Un aspetto sottolineato dall’assessore all’Educazione Raffaella Curioni e’ quello relativo alle rette, che per famiglie messe in crisi dal covid possono risultare onerose. “A partire dall’anno scolastico 2020-21 in ragione dell’emergenza sanitaria sono state introdotte ulteriori riduzioni per assenza continuativa, per malattia o isolamento fiduciario, che vanno dal 10 al 15% a seconda della durata dell’assenza stessa e della tipologia di servizio”, spiega Curioni.

Inoltre “e’ stata prevista l’ulteriore agevolazione dell’applicazione della retta part-time, per uscita anticipata anche nei servizi a tempo pieno”, aggiunge l’assessore. Altro obiettivo e’ quello di “ottimizzare la capacita’ di risposta alla domanda di nido e di scuola dell’infanzia”, riorganizzando progressivamente il servizio a tempo pieno per i servizi 0-6 anni. Infine per garantire l’integrazione dei bambini con diritti speciali l’Istituzione contribuisce con risorse proprie ad assumere personale di sostegno.