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Scoperto in città laboratorio tessile con condizioni di lavoro disumane foto

In via Zatti: denunciato il titolare cinese. Scoperto perché un lavoratore ha chiesto aiuto

REGGIO EMILIA – La polizia ha scoperto ieri in citta’ un laboratorio tessile dove 28 cittadini cinesi lavoravano in condizioni inumane per confenzionare tute monouso. Al 113 e’ giunta una segnalazione anonima, con ogni probabilita’ da parte di un dipendente stanco di essere sfruttato. “Ciao Reggio Emilia sono in via Zatti 7, sono senza permesso di soggiorno. Aiuto”, le parole provenienti da un nastro registrato.

All’indirizzo indicato gli agenti hanno trovato una palazzina di due piani con il laboratorio – che fungeva anche da dormitorio – in stato di completo degrado e privo di qualsiasi condizione igienico sanitaria idonea, non a norma anche rispetto alle misure anti-Covid. In particolare, da un’apertura laterale senza porta si aveva modo di accedere ad un vano dove erano state ricavate due camere da letto cosi’ come altre due camere da letto nel piano immediatamente superiore anche queste senza porte.

I bagni del seminterrato erano fatiscenti. Dei 28 lavoratori presenti al momento del controllo 22 erano in regola con il permesso di soggiorno e sei senza documenti. Al termine degli accertamenti quattro di questi sono risultati regolari e lasciati andare e due denunciati per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato). Il titolare dell’azienda, un uomo cinese di 48 anni, incensurato, e’ stato denunciato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I Vigili del fuoco hanno inoltre depositato una diffida nei confronti della ditta, imponendo di provvedere alle opere di manutenzione per il ripristino delle condizioni di sicurezza in caso di emergenza.