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Ristori regione Emilia-Romagna, arrivano in media 2mila euro a impresa

Si tratta di 1.245 imprese reggiane ammesse al contributo, per un totale di 2.490.000 euro destinati alla nostra provincia

REGGIO EMILIA – Arriveranno in questi giorni, direttamente sui conti correnti delle imprese reggiane ammesse al finanziamento, i ristori economici messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna a beneficio di bar e ristoranti. Si tratta, mediamente, di duemila euro a testa.

A poco più di un mese dalla chiusura del bando, la Camera di Commercio – incaricata della gestione della procedura – ha infatti già proceduto ai disporre i primi accrediti delle somme riconosciute ad oltre 1.200 tra bar e ristoranti insediati nella nostra provincia; le operazioni – per le imprese di cui è confermata la regolarità contributiva – saranno concluse in breve tempo, con l’assegnazione di un totale di 2.490.000 euro.

La misura regionale – che prevedeva un intervento complessivo pari a oltre 21 milioni di euro – era stata adottata a seguito delle restrizioni imposte dalle normative di contrasto all’epidemia Covid-19, che hanno portato a forti limitazioni – ancor prima della totale sospensione legata alla presenza di pubblico – dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.

A fronte di 1.258 domande presentate da aziende con codice Ateco primario 56.10.11 o 56.3, quelle ammesse al finanziamento nella nostra provincia sono 1.245, 731 delle quali provenienti da bar e 514 da ristoranti.

Oltre all’attività economica determinata dal codice Ateco, fra i requisiti di ammissibilità era richiesta la presenza di almeno un’unità locale aperta al pubblico in Emilia-Romagna e l’aver avuto un calo del fatturato medio, nel periodo compreso tra l’1 novembre 2020 e il 31 dicembre 2020, pari o superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Fra i pubblici esercizi reggiani che riceveranno il contributo, una imprese su tre è insediata nel comune capoluogo (417); seguono, in questa classifica riguardante le localizzazioni, le 60 presenti nel comune di Scandiano e quelle che sussistono nei comuni di Correggio, Casalgrande, Rubiera e Castelnovo ne’ Monti, ciascuno con oltre 40 presenze tra bar e ristoranti. Il 48% degli esercizi ammessi ai ristori è poi dislocato nei restanti comuni.

Nell’89,7% dei casi (1.117 unità) si tratta di micro imprese, ovvero con un numero di addetti compreso fra 1 e 9, mentre 122 hanno da 10 a 49 addetti e 6 sono di media dimensione (50 addetti e oltre). Per quanto riguarda la forma giuridica, più di quattro imprese su dieci (555 attività) sono imprese individuali, il 38,4% (478) sono società di persone, 202 aziende sono società di capitale e 10 sono cooperative.