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Polo Silk-Faw a Reggio Emilia, ok di sindacati e M5S

Ma le parti sociali chiedono un coinvolgimento e i grillini lo stop al cemento

REGGIO EMILIA – La notizia dello sbarco della societa’ sino-americana Silk-Faw a Reggio Emilia, per avviare un sito produttivo di auto elettriche di lusso, galvanizza sindacati e Movimento 5 stelle, che pone pero’ la condizione del no a nuove cementificazioni. Per Cgil, Cisl e Uil, una volta ufficializzata, l’operazione “rappresenta di sicuro una opportunita’ da cogliere per il nostro territorio soprattutto in una fase di contrazione economica e occupazionale come quella che stiamo attraversando a seguito della emergenza pandemica”.

Si tratta, proseguono i sindacati, “di un importante investimento che premia l’attivismo della Regione e il protagonismo del Comune”. Ma anche le organizzazioni sindacali piantano un paletto e vogliono essere “fin da subito parte attiva di questa partita perche’ mai come ora l’intelligenza dei lavoratori deve essere al centro dei processi di trasformazione e innovazione che interessano la nostra provincia”. E del resto, viene sottolineato, Silk Faw “approda in un territorio dove le competenze dei lavoratori rappresentano il valore aggiunto del ‘fare impresa’ e dove le relazioni industriali costituiscono un elemento non secondario del successo delle imprese”.

Pertanto “auspichiamo fin da ora che Silk Faw si ponga subito su questo solco agevolando i confronti che si dovranno giocoforza attuare con noi”, concludono le parti sociali, riabadendo al contempo che questa occasione “vada colta con convinzione e fin da subito”.

“Salutiamo con favore la creazione di un polo industriale dell’automobile elettrica ma con una clausola ben precisa: no a nuove cementificazioni”, affermano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Gianni Beetucci, Paola Soragni e Fabrizio Aguzzoli. Che propongono: “Recuperiamo aree industriali dismesse, pensiamo ad esempio alle ex Reggiane, alla zona Fiere, alle tante aree industriali di Reggio mezze vuote”. Pertanto, proseguono, “vediamo con molta preoccupazione che sarebbe stato pensato l’utilizzo di un area vastissima a Gavassa ad oggi ‘vergine'”.

Anche perche’ “in queste settimane su questo progetto avevamo avuto informazioni da canali istituzionali di primo piano che l’area interessata era quella delle ex Reggiane spostando il centro ‘Fire’ (vigili del fuoco, centro internazionale emergenze etc) alle Fiere”. Dunque, concludono i 5 stelle, “va fermata la cementificazione del suolo. Non vorremmo mai che dietro all’idea di realizzare il polo a Gavassa ci fossero interessi di qualcuno rispetto al buonsenso di recuperare aree dismesse. Dobbiamo evitare che la transizione ecologica sia solo trasformismo di parole”. Sul “riuso” delle aree industriali abbandonate i pentastellati annunciano infine un ordine del giorno in Consiglio comunale e sono pronti a raccogliere firme.