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Piano urbanistico parco del Quinzio, il M5S all’attacco

I pentastellati: "Diritti acquisiti per realizzare servizi e non villette"

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REGGIO EMILIA – Non si fermano a Reggio Emilia le polemiche sul nuovo piano edificatorio di via Piaggia, nel cosiddetto parco del quartiere Quinzio. L’intervento insiste infatti su un’area verde privata che pero’, non essendo mai stata recintata, e’ stata negli anni di fatto vissuta da tutti i cittadini come se fosse pubblica, avendone peraltro affianco una attrezzata con tanto di giochi per i bambini, panchine e cartello comunale.

Il terreno, che risulta edificabile dal 1984, apparteneva in passato all’azienda ospedaliera e nel 2011 e’ stato inserito nell’accordo tra Comune, Ausl e Unieco come contropartita per l’acquisizione di aree di proprieta’ della coop e necessarie per la realizzazione del Core. Dopo il fallimento di Unieco, e’ stata acquisita dall’impresa di costruzioni EdilGrisendi che ora si appresta a realizzare un complesso residenziale di circa 25 alloggi.

Oltre ai residenti del quartiere che hanno promosso una raccolta firme per stoppare l’intervento, attacca anche il Movimento 5 stelle. Secondo cui, in particolare, “tra il 1984 e il 2011 l’area era edificabile per servizi e non per unita’ abitative e ora ‘magicamente’ diventa oggetto di una costruzione di villette”. I pentastallati puntano il dito contro la “totale inerzia del Comune” per evitare “l’ennesimo ‘scalpo di cemento’ al nostro territorio”. Il Movimento sollecitera’ anche i suoi parlamentari in direzione di una legge “che dia forza alle amministrazioni comunali che volessero intraprendere trattative sui diritti acquisiti di 40 anni prima che rimangono sotto il tappeto per poi sbucare all’improvviso”.

Il gruppo del Pd in sala del Tricolore confida “che possano esserci spazi per una soluzione che incontri l’apprezzamento e i desideri del quartiere attraverso la ricerca di un accordo possibile e sostenibile tra pubblico e privato”. Perche’ “e’ indubbio che nella consapevolezza delle ragioni del diritto edificatorio, tuttavia quel luogo ed il modo in cui e’ stato vissuto ha arricchito la qualita’ della vita del quartiere”. Nello stesso tempo pero’, affermano i consiglieri comunali dem, “non crediamo sia giusto contestare oggi scelte passate che furono peraltro animate dal perseguimento dell’interesse pubblico”.

La “delocalizzazione del 2011 consenti’ infatti di sbloccare il progetto del Core e di avviare successivamente i lavori di una delle piu’ importanti realizzazioni che la citta’ abbia portato a compimento negli anni recenti”, viene infatti ricordato.

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