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Parmigiano Reggiano, 2020 in crescita nonostante la pandemia

Crescono produzione, ricavi ed export: brexit e dazi Usa sono le sfide per il 2021

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REGGIO EMILIA – Il Parmigiano Reggiano non ha risentito della pandemia nel 2020. Per il “re dei formaggi” l’anno si e’ infatti chiuso con un aumento del 4,9% della produzione (3,9 milioni di forme rispetto alle 3,7 del 2019) e di conseguenza dei ricavi: da 39 a 46 milioni. I prezzi sono tornati remunerativi per i caesifici aderenti e le vendite sono aumentate sia in Italia (+7,9%) che all’estero (+10,7%).

Emerge dal bilancio consuntivo dell’anno passato, approvato oggi dall’assemblea generale dei 391 consorziati. In evidenza nel documento anche un investimento di 23,6 milioni (nel 2019 era di 24,8 milioni) in marketing e comunicazione per promuovere quello che resta sempre uno dei brand di punta del made in Italy. Ma guardando al 2021 le sfide non mancano: dal collocamento sul mercato di una produzione in continuo aumento a dossier come Brexit, i dazi Usa (la cui sospensione terminera’ a luglio) e la lotta alla contraffazione sui mercati internazionali.

Temi affrontati dal presidente uscente del Consorzio, Nicola Bertinelli, avviato alla riconferma per un secondo mandato.

“Insieme abbiamo progettato il futuro della filiera e messo a punto le attivita’ per comunicare i nostri valori e quelli di Parmigiano Reggiano al consumatore finale”, dice Bertinelli, secondo cui “Consorzio e Parmigiano Reggiano sono in grado di stare al passo con un mondo sempre piu’ complesso”. L’assemblea ha anche ratificato l’elezione dei 28 membri del nuovo Consiglio di amministrazione, che in seguito eleggera’ presidente, vice e comitato esecutivo. Sono 10 consiglieri di Parma, 9 di Reggio Emilia, 5 di Modena, 3 di Mantova e uno di Bologna, piu’ due rappresentanti senza diritto di voto.

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