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Norme Covid violate, multe per 440mila euro

Sono state 1.167, da inizio pandemia, le multe per violazione delle norme antipandemia, di cui 887 per aver disatteso i decreti del Governo, 85 le ordinanze della Regione e 195 quelle del sindaco

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REGGIO EMILIA – Dall’inizio della pandemia la sola Polizia locale di Reggio Emilia ha fatto in tutto 1.167 multe per violazione delle norme antipandemia, di cui 887 per aver disatteso i decreti del Governo, 85 le ordinanze della Regione e 195 quelle del sindaco. Le fattispecie riguardano, a vario titolo, il mancato uso di mascherine, la creazione di assembramenti, il mancato rispetto del distanziamento di un metro, l’accesso vietato a parchi pubblici e, per quanto riguarda gli esercizi pubblici, irregolarita’ negli orari di apertura e chiusura o nelle modalita’ di somministrazione.

L’ammontare dovuto e’ pari a 440.000 euro. I numeri sono forniti dall’assessore alla Legalita’ Nicola Tria, nella risposta ad un’interpellanza della capogruppo di Alleanza civica Cinzia Rubertelli, che ha presentato l’atto ispettivo dopo la sentenza emessa lo scorso febbraio dal gip del tribunale di Reggio Dario De Luca. Si tratta di quella che ha prosciolto “perche’ il fatto non costituisce reato” due cittadini che, trovati lo scorso febbraio fuori di casa dagli agenti in orario non consentito, avevano fornito loro delle motivazioni false sul perche’ lo avevano fatto. Il giudice ha definito inoltre nella sentenza “illegittimo” il dpcm, perche’ contrario all’articolo 13 della Costituzione, che definisce “inviolabile” la liberta’ personale. Alla luce del verdetto, quindi, Rubertelli ha chiesto al Comune se non intenda agire “in autotutela”, annullando tutte le sanzioni emesse.

Su questo punto Tria, di professione avvocato, e’ pero’ categorico, giudicando l’operazione “impossibile” e “iniqua”. Anche se nel caso specifico il Pm non ha fatto ricorso contro la sentenza, che quindi e’ diventata esecutiva, “non ne basta una per creare un precedente. Non e’ stata la prima (Tria cita casi analoghi del giudice di pace di Frosinone e del tribunale di Milano) e non sara’ neanche l’ultima”. Ma e’ “impossibile” annullare tutte le multe perche’, spiega l’assessore, “qui non abbiamo un annullamento, ma una disapplicazione in relazione a quella singola controversia di una norma amministrativa (tale sono i decreti del Governo, ndr) che e’ nel potere del giudice ritenere illegittima”.

Uno “schema giuridico” insomma, non “esportabile” a tutte le situazioni. Inoltre, aggiunge Tria, “agire in autotutela non spetta al Comune ma all’organo procedente”, quindi in sostanza il Governo che ha fatto i dpcm. Infine, chiude l’esponente della Giunta, “credo che sarebbe profondamente iniquo esercitare l’autotutela, perche’ questo potere si andrebbe ad esercitare solo per le sanzioni comminate dalla Poliza locale, mentre tutte quelle elevate dalle altre forze dell’ordine sarebbero lasciate intatte”.

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