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L’emporio della solidarietà Dora cambia gestione

Lo gestiranno gli stessi volontari che vi hanno lavorato dal 2017

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REGGIO EMILIA – E’ un minimarket speciale, dove la merce e’ frutto di donazioni ed e’ gratuita, mentre i 53 commessi sono volontari. I clienti, invece, sono cittadini che rischiano la poverta’ assoluta (65 famiglie scelte ogni anno dai Servizi sociali) che, oltre a riempire il carrello, possono accedere a corsi di formazione e orientamento al lavoro per rimettersi in piedi. Funziona cosi’ l’emporio “Dora” di Reggio Emilia, progetto di solidarieta’ costruito nel 2017 da Comune e diverse associazioni di volontariato, che oggi dopo quattro anni di attivita’ e 213 nuclei familiari sostenuti cambia gestione.

Dal 2021, infatti, ad occuparsene sara’ la nuova associazione “Emporio Dora” formata a dicembre dell’anno scorso dagli stessi volontari che vi hanno lavorato, che subentra al Centro di servizio per il volontariato Csv Emilia. Realta’ che rimane comunque coinvolta nel progetto insieme con la cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII, che si occupa dell’attivita’ educativa all’interno dell’emporio. “Il grande valore dell’attivita’ svolta in questi anni – dice l’assessore al Welfare del Comune di Reggio Daniele Marchi – e’ stato non soltanto il riuscire ad erogare un sostegno alimentare, un servizio fondamentale in particolare in questa fase segnata dalla pandemia in cui i bisogni delle persone sono aumentati, ma soprattutto la capacita’ di costruire reti e legami di comunita’, e relazioni con le persone, con le famiglie che si sono rivolte all’emporio”.

Secondo il nuovo presidente Emilio De Pascale ad oggi l’emporio ha assistito 213 famiglie, molte delle quali hanno superato il periodo di sofferenza, per un totale di 800 persone. “Dai nostri calcoli- aggiunge- abbiamo distribuito 400.000 prodotti, grazie a 400 donatori fra cui 140 imprese. Lo scorso anno abbiamo cercato di quantificare un valore dei beni distribuiti: circa 140.000 euro. Dietro a tutto questo c’e’ un grande sforzo, una grande disponibilita’, siamo orgogliosi di poter dare questo contributo”. In dettaglio nel 2020, l’emporio ha sostenuto 59 nuclei famigliari in difficolta’ per un totale di 227 persone accolte, 122 maschi e 105 femmine.

La maggior parte delle persone (21 su 59 titolari di tessera di accesso all’Emporio) fa parte di un nucleo monogenitoriale, ovvero madri o padri soli, con uno o piu’ figli a carico. Seguono i nuclei numerosi: 17 sono i beneficiari in coppia con tre figli o piu’. I cittadini stranieri sono 158, 69, gli italiani. “L’emporio solidale puo’ contare sull’aiuto di 136 aziende, 122 delle quali hanno donato nel 2020, organizzando anche campagne di solidarieta’ tra i loro dipendenti.

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