Diamanti: risarcimenti per 12 milioni di euro a Reggio Emilia

Federconsumatori avverte: ora parte l'insinuazione al passivo

REGGIO EMILIA – Una vicenda complessa, iniziata nel 2017 e non ancora conclusa del tutto, che riguarda 951 famiglie reggiane: parliamo di diamanti e risparmio tradito. Sono numerose le banche coinvolte. Per quanto riguarda Unicredit, MPS ed Intesa gli iscritti di Federconsumatori hanno già ottenuto il risarcimento integrale. Sono in conclusione solo poche pratiche di Unicredit.

Scrive Federconsumatori: “Per quel che riguarda BPM (già BSGSP) invece il percorso è stato, e tuttora è, lungo e complesso. In tutte le banche citate la vicenda ha avuto inizio con la vendita di diamanti da investimento. Tali pietre venivano proposte ai clienti della banca, direttamente presso la filiale, da promotori di aziende private indipendenti dalla banca, ma in accordo con la stessa. Le aziende private coinvolte erano IDB e DPI. IDB è fallita nel 2019. I diamanti da investimento, presentati dalle banche stesse come una occasione imperdibile, in realtà valevano tra il 60 ed il 70 per cento in meno rispetto al valore di acquisto”.

La stragrande maggioranza dei cittadini coinvolti sono piccoli risparmiatori, ingannati dall’eccessiva fiducia nelle proprie banche. Questa vicenda è stata oggetto di un’indagine che ha visto la richiesta di rinvio a giudizio, da parte della Procura di Milano, di 87 dirigenti e 5 Banche. Non è ancora stata fissata una data per il processo.

Ma cosa è successo ai clienti BPM assistiti da Federconsumatori (in tutto 780 delle 951 famiglie coinvolte)?

Continua Federconsumatori: “Il 98% di loro ha raggiunto o sta raggiungendo, nostro tramite, un accordo transattivo con BPM. Un accordo che purtroppo non sana completamente la ferita di questa brutta vicenda. Sommando il risarcimento ottenuto da Federconsumatori ed il valore attuale delle pietre rimaste in possesso dei clienti, l’importo complessivo per ogni cliente si aggira tra il 75 e l’85 per cento del valore investito. Complessivamente parliamo di 12 milioni di euro circa, recuperati da Federconsumatori per i propri risparmiatori reggiani”.

La vicenda, però, non si chiude qui. Esiste la possibilità, per chi volesse, di recuperare un ulteriore risarcimento fino al 15% dell’investimento effettuato. Solo una volta liquidati i beni di IDB sarà possibile determinare la precisa entità di quanto sarà effettivamente risarcito ai clienti BPM.

Scrive Federconsumatori: “Anche se probabilmente questa percentuale sarà inferiore, è bene prenderla in considerazione e valutarne i vantaggi rispetto al tipo di investimento effettuato”.

E conclude: “Per l’insinuazione tardiva al passivo c’è tempo fino al 13 dicembre 2021. Per questo bbiamo iniziato a ricontattare i nostri assistiti e continueremo nelle prossime settimane. La gravità della situazione pandemica ci impedisce di organizzare iniziative pubbliche come sempre fatto. Provvederemo a convocare in sicurezza tutti i nostri assistiti, in maniera che possano confrontarsi per tempo con i legali e decidere come e se vogliono procedere”.