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Covid, meno contagi: resta il problema delle terapie intensive

Sono piene all'80%. Il numero di nuovi casi positivi su 100.000 abitanti e' passato dai circa 200 della scorsa settimana a 180

REGGIO EMILIA – Lenta discesa dei contagi da Covid a Reggio Emilia, ma terapie intensive ancora troppo piene. E’ quindi un quadro a luci e ombre, quello rappresentato oggi dai vertici dell’Ausl reggiana, che sulla base delle dosi a disposizione continua a vaccinare a pieno ritmo. In dettaglio il numero di nuovi casi positivi su 100.000 abitanti e’ passato dai circa 200 della scorsa settimana a 180. La percentuale dei contagiati sul totale degli accessi al Pronto soccorso (9%) e’ tornata ai livelli di meta’ febbraio.

I posti letto per malati covid – scesi da 239 a 212 – sono occupati per il 66% (il dato e’ calato ancora oggi a 188, sotto quota 200 per la prima volta dopo 45 giorni). Una flessione si registra anche per le terapie intensive il cui tasso di occupazione passa dal 90 all’80%, ma per il direttore generale dell’Ausl Cristina Marchesi “non si e’ ancora determinato un decisivo passo verso lo svuotamento e questo diventa un problema per i pazienti che il covid non ce l’hanno, per esempio coloro che devono sottoporsi ad un intervento chirurgico per cui mancano gli anestesisti”.

Conferma Giorgio Mazzi, direttore dei presidi ospedalieri: “Cominciamo a vedere qualche spiraglio in termini di riduzione della pressione sugli ospedali, ma l’allentamento sulle terapie intensive e’ meno marcato e piu’ tardivo”. Per quanto riguarda i vaccini, le dosi totali andate ai reggiani sono quasi 132.000 e poco meno di 49.000 cittadini hanno ricevuto il richiamo. Gli over 80 da vaccinare rimasti sono tra gli 800 e i 1000, e l’Azienda confida di poterli esaurire in breve.

Tra le persone vulnerabili, alle 9.500 gia’ vaccinate si aggiungono le 13.000 prenotate, mentre sono intorno ai 9.000 coloro che non hanno risposto all’invito dei sanitari a fissare un appuntamento, e che saranno richiamati. Nei giorni scorsi, potendo contare su forniture superiori al normale, si e’ riusciti a fare fino a 3.700 iniezioni di vaccino giornaliere. Ora la media e’ scesa a 2600.

“I limiti – dice il direttore sanitario Nicoletta Natalini – sono nella consegna dei vaccini, non nella nostra organizzazione”. A Reggio Emilia, infine sono 11 i pazienti sottoposti alla sperimentazione con anticorpi monoclonali per la cura del covid.