Consorzio Parmigiano-Reggiano, a Reggio vince la lista “Caseifici al centro”

Un risultato che potrebbe rendere più complicata la rielezione del presidente uscente Nicola Bertinelli

REGGIO EMILIA – C’è soddisfazione, in Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest, per l’esito dell’assemblea della sezione reggiana del Consorzio del Parmigiano Reggiano, conclusasi con l’elezione dei nuovi consiglieri sezionali e l’affermazione della lista “Caseifici al Centro” che ha prevalso su quella di “Caseifici liberi”. La seconda, lo ricordiamo, supportava l’unico candidato per ora in lizza, il presidente uscente Nicola Bertinelli, mentre la prima, che ha vinto, che rispecchia le posizioni delle centrali cooperative, è su posizioni più critiche rispetto all’attuale presidente.

Le votazioni hanno determinato l’elezione di Alessandro Bezzi, Giorgio Catellani, Giovanni Gobetti, Marco Prandi, Monica Rizza, Giuseppe Ruggi, Erika Sartori, Daniele Sfulcini e Giuseppe Sironi.

Ora bisognerà capire se Bertinelli resterà l’unico candidato alla presidenza in lizza. Se ci saranno altre candidature, comunque, pare che non verranno da Reggio, ma piuttosto da Modena o Mantova. I consiglieri sono attualmente 28 e quindi per vincere Bertinelli dovrebbe averne dalla sua parte 15. Se avesse vinto la lista a lui vicina, ovvero quella di “Caseifici liberi”, non ci sarebbero stati problemi per lui, ma ora, nel caso, come è probabile, che emerga un’altra candidatura la riconferma alla presidenza potrebbe diventare più difficile. Le elezioni del presidente non sono ancora state fissate: potrebbero avvenire intorno a metà maggio.

“I nove candidati in lista – affermano le due centrali cooperative – sono l’espressione della volontà espressa dai caseifici associati alle organizzazioni di rappresentanza della cooperazione nell’ambito delle consultazioni che hanno preceduto la composizione della stessa lista”.

“Un percorso partecipato, trasparente e democratico – proseguono Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest – che si è messo in atto nel momento in cui è risultato impossibile giungere alla composizione di una sola lista, alla quale avevamo comunque puntato”.

“Caseifici al Centro”, spiegano le centrali cooperative, “è, peraltro, una lista inclusiva e rappresentativa di tutti i soggetti che compongono il sistema Parmigiano Reggiano, essendo composta anche da esponenti della componente privata e industriale con le quali la cooperazione condivide gli interessi generali relativi alla tutela del nostro prodotto, alla redditività che occorre assicurare ai caseifici e alle imprese agricole e un programma di lavoro che riguarda le funzioni del Consorzio e le azioni attese dai produttori”.

A proposito di programmi, il primo punto delle indicazioni messe a punto da “Caseifici al Centro” riguarda proprio le funzioni del Consorzio, tema sul quale – si legge nel documento – “non possono esservi dubbi né sono ammissibili forzature”.

“Il Consorzio – si dichiara al proposito – è, per scelta e per legge, organismo di tutela, vigilanza, promozione e informazione. Tutti i contributi versati dai consorziati – sia quelli derivanti dall’aliquota ordinaria che quelli aggiuntivi – sono e debbono essere finalizzati esclusivamente a queste azioni”.

“Non è pertanto accettabile – aggiungono i neo-amministratori della sezione reggiana – che periodicamente si parli di un Consorzio che si orienta verso ruoli imprenditoriali, usando a tal fine le risorse che i caseifici versano per altri obiettivi di comune interesse”.

Tra gli altri punti sui quali si sofferma il programma di “Caseifici al Centro” spiccano, poi, la governance del Consorzio (“che deve essere improntata alla collegialità, alla trasparenza nei processi decisionali, evitando fughe in avanti su decisioni che spettano esclusivamente ai consorziati”), il ruolo delle sezioni provinciali (“strumento essenziale ai fini della partecipazione dei consorziati alla vita e alle scelte strategiche del Consorzio e realtà da rafforzare”), la montagna ( per la quale “il Consorzio dovrà decisamente rafforzare l’elaborazione di politiche e proposte”) e poi, ancora, i rapporti di filiera, il disciplinare di produzione, il piano di regolazione dell’offerta (“puntando anche ad introdurre nuovi elementi di flessibilità che consentano adeguamenti più tempestivi al possibile mutare delle condizioni di mercato”) e le azioni di supporto al sistema in materia, ad esempio, di sostenibilità.

“Un “pacchetto” di proposte – concludono Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest – pienamente condivisibile e assonante con quello a suo tempo predisposto dall’Alleanza Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna, con indicazioni attorno alle quali riteniamo assolutamente necessario, ma anche possibile, costruire nuove condizioni di unità e di condivisione”.