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Concordato Ferrarini: Lega, Fi, Iv e M5S contro Amco

Dopo l'audizione del manager della società, di fronte alla commissione parlamentare di inchiesta, parte una raffica di interrogazioni

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REGGIO EMILIA – Il dibattito sul concordato Ferrarini si infiamma di nuovo per l’intervento della finanziaria pubblica Amco a fianco del gruppo Pini di Sondrio. Proprio l’audizione dell’amministratore delegato Marina Natale (ascoltata dalla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario il 3 febbraio scorso) ha dato fuoco alle polveri, scatenando una serie di interrogazioni e prese di posizione.

Il senatore Massimo Ferro di Forza Italia e il deputato leghista Giulio Centemero, in particolare, ipotizzano l’invio di una segnalazione all’Autorita’ giudiziaria perche’ nutrono dei dubbi sulla la veridicita’ di alcune affermazioni del numero uno di Amco. Michele Anzaldi di Italia viva ha scritto alla presidente della commissione chiedendo di risentire Natale, perche’ a suo avviso non sarebbe stata effettuata una valutazione comparativa tra la proposta Pini e quella di Bonterre, al contrario di quanto affermato dalla manager.

Infine Amco finisce nel mirino di Filippo Gallinella, deputato del M5s, che in un’interrogazione parlamentare ricorda come la societa’, che vanta dei crediti nei confronti di Ferrarini, e’ nel frattempo divenuta consocia col 20% del Gruppo Pini nell’operazione di acquisizione del gruppo emiliano dell’agroalimentare e, in caso di successo, mette sul piatto 12 milioni per il suo rilancio. Gallinella chiede pertanto al ministero dell’Economia e delle Finanze (che controlla Amco) “di verificare la vicenda per evitare ripercussioni sull’industria alimentare italiana” (Fonte Dire).

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