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Commercio, la Fipe: “Il 15% dei ristoranti non riaprirà”

Sos durante un seminario sul settore: la consegna a domicilio diventerà strutturale

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REGGIO EMILIA – “A Reggio Emilia le aziende e gli esercizi del settore della ristorazione iscritti alla Camera di commercio a fine 2019, erano circa 3.100. Oggi, dopo oltre un anno di chiusure, restrizioni e limitazioni si stima che circa il 15% di ristoranti, bar, birrerie, pasticcerie, gelaterie, servizi di catering non riusciranno a riaprire i battenti”.

A dirlo e’ Fabio Zambelli, presidente provinciale delle Federazione dei pubblici esercizi (Fipe), intervenuto ieri in un incontro online organizzato dalla delegazione di Reggio Emilia dell’Accademia Italiana della Cucina. Un aspetto emerso dal dibattito e’ l’importanza del servizio di consegne a domicilio (delivery) di cui i ristoratori hanno fatto di necessita’ virtu’ durante il lockdown, ma che ora potrebbe affiancare in modo stabile il servizio tradizionale ai tavoli. Lo spiega Elisabetta Cocito, direttore del Centro studi Piemonte dell’Accademia Italiana della Cucina oltre che autrice di numerosi saggi sulla storia della cucina e sul ruolo del cibo nella societa’.

“Abbiamo rilevato che, nonostante le difficolta’, da parte dei ristoratori vi e’ stata la volonta’ di mantenere inalterata la qualita’ dell’offerta e la propria identita’ caratteristica. Riteniamo quindi che in futuro il delivery affianchera’ stabilmente la ristorazione classica”, sottolinea Cocito. “Come in tutte le battaglie rimarranno vittime sul campo, ma gli operatori specializzati, dotati di competenze tecniche e scientifiche e solide capacita’ gestionali e comunicative non solo sopravviveranno, ma usciranno da questo periodo di crisi piu’ forti e consapevoli”, conclude.

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