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Camion in fiamme sulla A1, udienza processo ‘ndrangheta paralizzata

Non ci sono feriti, ma si sono formati nove chilometri di coda

REGGIO EMILIA – Silvia Guareschi, giudice a latere della Corte del Tribunale di Reggio Emilia (presieduta da Giovanni Ghini) per il processo “Grimilde” contro la ‘ndrangheta e’ ancora bloccata sull’A1 Milano-Bologna, dove da stamattina si procede a passo d’uomo su una sola corsia, a causa di un camion che ha preso fuoco. Per questo l’avvio dell’udienza del rito ordinario di oggi, fissato alle 9.30, e’ stato rinviato alle 13. Ad annunciarlo il presidente Ghini in un’aula di Corte d’Assise dove il pubblico ministero Beatrice Ronchi, alcuni imputati e testimoni e gli avvocati della difesa che sono riusciti a raggiungere la citta’ del Tricolore, hanno atteso per circa tre ore per poi, verso le 12.30, essere licenziati per la pausa pranzo. Presenti anche il vicesindaco di Cadelbosco Sopra Giuliana Esposito e un assessore.

All’ordine dei lavori odierni c’e’ la prosecuzione della deposizione di Saverio Pescatore, commissario della squadra Mobile della Questura di Bologna e testimone della Procura antimafia, che nella scorsa udienza ha iniziato a disvelare le presunte attivita’ illecite e gli interessi della cosca Grande Aracri di Cutro nel territorio del Comune di Brescello, gia’ sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2016. Figure chiave dell’inchiesta sono Francesco Grande Aracri (fratello del boss Nicolino che a Catanzaro avrebbe deciso di pentirsi) e i suoi figli Paolo e Salvatore, quest’ultimo soprannominato “il calamaro” per l’indole tentacolare negli affari e gia’ condannato in primo grado a 20 anni nel rito abbreviato che si e’ svolto a Bologna a carico di 48 persone.

Tra queste anche l’ex presidente del Consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso (20 anni anche per lui). Nel processo in corso a Reggio si contestano invece a 22 imputati una serie di reati come: estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata.