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Sciopero, la Cgil con i rider: “Non ordinate sulle piattaforme”

Domani in tutta Italia è indetta una mobilitazione che rivendica maggiori tutele, diritti, e retribuzioni adeguate

REGGIO EMILIA – Domani non vedremo passare su biciclette o scooter i riders che ogni giorno si muovono tra le vie delle città per consegnare pasti pronti nelle case e negli uffici. In tutta Italia è indetta una mobilitazione che rivendica maggiori tutele, diritti, e retribuzioni adeguate. Anche la Cgil, da anni parte attiva nei tavoli nazionali col Ministero del lavoro e con l’associazione di categoria Assodelivery, ne sostiene le ragioni.

A Reggio Emilia sono circa una cinquantina i fattorini impiegati con rotazione costante, non sono i numeri delle grandi città ma raccontano un fenomeno in espansione che necessita con urgenza di una regolamentazione certa, a partire dalla correttezza dell’applicazione del Contratto nazionale di lavoro.

“E’ uno sciopero sacrosanto, perché ancora oggi non siamo riusciti ad ottenere per questi lavoratori quello che da tempo rivendichiamo: l’applicazione di un contratto nazionale vero, a partire da quello delle Merci e della Logistica – sottolinea Marco Righi, segretario Filt Cgil Reggio Emilia – e il riconoscimento di un’attività lavorativa che non può essere derubricata a “lavoretto” ma al contrario, come abbiamo visto nei mesi duri del lockdown, si è dimostrata essenziale”.

“Proprio ieri è stato raggiunto un primo significativo risultato con la sottoscrizione di un protocollo condiviso col Ministero del Lavoro per contrastare i fenomeni di caporalato digitale – sottolinea Cristian Sesena, Segretario Generale della CGIL reggiana – E’ un primo passo verso l’emersione di un settore in cui le condizioni di chi lavora sono precarie, in cui anche per effetto di un accordo collettivo illegittimo sottoscritto con la sola UGL , vige ancora il cottimo. Lo sciopero quindi si colloca in un momento in cui va tenuta alta l’attenzione e serve a riavviare le trattative arenate sull’indisponibilità delle imprese del food delivery che continuano a trincerarsi dietro una presunta autonomia di un lavoro che, nei fatti, autonomo non è mai”.

“Invitiamo i cittadini – conclude la Cgil reggiana – a non ordinare sulle app delle piattaforme. Dietro a un banale click si nasconde una catena di sfruttamento che anche il consumatore può contribuire a spezzare”.