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Rec: “Covid, gli asili e quei sonnellini contagiosi”

Reggio Emilia in Comune critica nei confronti delle lettere arrivate alle famiglie in questi giorni dal Cda dell'Istituzione scuole e nidi dell'infanzia

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REGGIO EMILIANell’arco di due giorni sono arrivate due lettere alle famiglie dei bambini che hanno i loro figli iscritti alle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia, firmate entrambe dal Consiglio di Amministrazione ed il Coordinamento pedagogico dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia di Reggio Emilia.

La prima annunciava la possibilità di una interruzione delle attività dei nidi e delle scuole dell’infanzia dovuta alla “difficoltà nella copertura delle assenze del personale educativo e ausiliario, che ovviamente sono aumentate in considerazione della necessità di stare a casa per i genitori dei bambini in DAD”.

Appare quantomeno strumentale indicare il diritto al congedo parentale del personale come motivo alla base del rischio di interrompere il servizio: dovrebbero avere il coraggio di ammettere la loro grave mancanza nella capacità di programmare una soluzione efficace per uno scenario facilmente prevedibile. Ci chiediamo anche quanto sia legittimo che un’istituzione pubblica, per una sua incapacità di organizzarsi e far fronte all’esercizio dei legittimi diritti dei suoi lavoratori, possa interrompere un servizio dovuto e pagato, fa sempre bene ricordarlo, dalle nostre tasse e rette.

Se la prima lettera muove le corde dell’indignazione, la seconda appare invece quasi surreale: si legge infatti che l’orario verrà ridotto con uscita anticipata dei bambini alle 13.30. “Questo poiché anche a seguito di un confronto se pur informale con l’Autorità Sanitaria è emerso che il sonno rappresenta in questa fase di maggiore diffusività del Covid-19 il momento più delicato della giornata”. Non paghi, si legge al paragrafo successivo: “I numerosi focolai degli ultimi giorni sono quasi certamente da imputare alla variante inglese, che risulta più contagiosa, soprattutto nei bambini”.

Finale a sorpresa, per quelli che si erano illusi che il servizio, sebbene ridotto, fosse tornato garantito, ecco la frase che ribadisce “come già dichiarato nella precedente lettera alcune difficoltà nella copertura delle assenze del personale educativo e ausiliario”.

Quindi l’Autorità Sanitaria ha dichiarato che il sonnellino è un momento di estrema pericolosità, più ancora dei vari momenti di gioco, in cui i bambini (tutti legittimamente senza mascherina, perché, ricordiamolo, hanno meno di 6 anni) si avvicinano, si scambiano oggetti, si parlano a distanza ravvicinata, si abbracciano? E l’Autorità Sanitaria è pronta a confermare pubblicamente questa affermazione, perché noi saremo forse un po’ pignoli, ma delle conversazioni informali francamente ce ne infischiamo, quando di mezzo ci vanno le vite, la salute psico fisica e il lavoro di migliaia di cittadini.

Inoltre, quell’aggiunta sulla variante inglese da quali dati scientifici dimostrati è avallata? Perché fino ad oggi non c’è nessuna conclusione chiara e univoca in merito.

Decisioni basate su dati scientifici quanto meno incerti e su conversazioni informali non si sa bene con chi, le cui responsabilità ricadono sui lavoratori che esercitano un loro diritto e la cui conseguenza sarà di chiedere alle famiglie, anzi, nella maggior parte dei casi alle madri, di sacrificare parte della loro vita professionale per dedicarsi alla cura dei figli.

Dopo un anno di pandemia, ci aspettiamo qualcosa di più che non un ‘è colpa dei nostri dipendenti’ o ‘è colpa della variante inglese’, anzi, ci aspettiamo che non ci sia nessuna colpa, nessuna interruzione di servizio deciso autonomamente e arbitrariamente dall’Istituzione locale, senza peraltro consultare tutti quegli strumenti partecipativi che sono vantati periodicamente dalla macchina comunicativa del Reggio Approach, ma che alla prova dei fatti vengono totalmente ignorati quando si tratta di prendere decisioni sostanziali.

Reggio Emilia in Comune

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