Lavoro, la Cgil lancia l’allarme: “Bomba sociale pronta a esplodere”

Il segretario Sesena, preoccupato per lo sblocco del divieto di licenziamento, chiede a Comune e provincia un "patto sociale per il territorio"

REGGIO EMILIA – La Cgil di Reggio Emilia guarda gia’ allo scadere del blocco dei licenziamenti (previsto tra giugno e ottobre a seconda dei comparti) e studia le contromosse per limitarne gli effetti. Partendo dai dati sugli ammortizzatori sociali – oltre 2,1 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate in provincia nei primi due mesi dell’anno – il segretario della Camera del lavoro, Cristian Sesena, lancia a Comune e Provincia di Reggio l’invito ad un tavolo di confronto per realizzare un “patto sociale” per il territorio.

“Il blocco dei licenziamenti ha avuto il pregio di evitare che alla polverizzazione dei posti di lavoro che gia’ e’ avvenuta (mi riferisco ai lavoratori non subordinati e a termine) si aggiungesse quella dei dipendenti, creando le condizioni per l’esplosione di una bomba sociale pericolosa che avrebbe ulteriormente smagliato un tessuto sociale gia’ fortemente stressato dalle misure di contenimento e dalle restrizioni adottate in questo anno per contrastare la diffusione del covid”. Ora, continua Sesena, “non possiamo permetterci il lusso di attendere gli eventi” e “sul piano locale e’ il momento della responsabilita’ e del dialogo”.

Il confronto pero’, avvisa il segretario, “deve avvenire nel merito dei problemi, e su basi fin da subito chiare”. Le stesse che Sesena ha gia’ in mente: “La difesa dei posti di lavoro a rischio, il contrasto al lavoro povero, la creazione di nuova e buona occupazione” e una nuova stagione del lavoro sia nel pubblico che nel privato. Dove l’occupazione, viene sottolineato, “deve essere oggetto della volonta’ delle imprese di investire per crescere” e in cui il lavoro pubblico “deve essere di qualita’ e adeguatamente valorizzato”.

Dunque “appalti ed esternalizzazioni non possono essere l’eccezione a questa regola o l’unica risposta alle criticita’ di bilancio” ed occorre arrivare “ad una fase conclusiva del confronto sulla regolamentazione degli appalti pubblici che da tempo abbiamo proposto e la cui definizione sta incontrando ritardi non sempre comprensibili”. Il sindacato, conclude Sesena, “non ha solo la volonta’ ma anche il dovere di formulare proposte e condividere idee. Non puo’ esserci ripartenza senza il contributo di chi lavora”.